giovedì 30 aprile 2020

Il mio grazie ai donatori di sangue di Casalgrasso

Il sangue è per noi una crisi continua.
Non ne abbiamo quasi mai.
Negli ultimi mesi abbiamo spesso avuto situazioni limite con persone che hanno rischiato di morire per mancanza di sangue.
In sala operatoria abbiamo avuto momenti di grossa tensione quando l'intervento complicava e non non potevamo trasfondere il paziente perchè l'emoteca era vuota.
Ho in reparto pazienti che non posso operare da giorni perchè mi manca il sangue.
Io stesso sono donatore di sangue, a Chaaria prima ed a Matiri ora, per quattro volte l'anno... ma poi il sangue non basta mai.
Ecco perchè mi sento particolarmente unito e riconoscente a tutti i donatori di sangue del mondo!
Oggi in particolare dico un grazie molto speciale ai donatori del mio paese natale, Casalgrasso.
In un momento così difficile per il mondo intero e di estremo bisogno ovunque, come Gruppo donatori FIDAS di Casalgrasso, essi hanno deciso di condividere, in spirito fraterno, un un grosso gruzzolo delle loro risorse con la nostra gente del Kenya. 
Loro mi hanno scritto che è una piccola goccia nel mare delle nostre necessità, ma a loro faccio rispondere Madre Teresa che ci ricorda che senza le gocce non ci sarebbe neppure l'Oceano. Certamente questa offerta porterà un po’ di sollievo a me, ai miei collaboratori e ai nostri fratelli ammalati in Africa.

mercoledì 29 aprile 2020

Il quotidiano

Correre, correre e ancora correre tutto il santo giorno: interventi lunghissimi e difficoltosi, coda di pazienti che ti aspettano ogni volta che metti il naso fuori dalla sala, ecografie e gastroscopie, complicazioni in reparto.
Finire l'ultimo cliente ambulatoriale dopo le 18.30 e poi renderti conto che in cappella crolli letteralmente dal sonno e fai un pisolino tra una ave maria e l'altra del rosario e rischi di cadere mentre in piedi cerchi di cantare il magnificat con gli altri, lottando con gli occhi che continuano a chiudersi.
Dopo cena poi, trascinare i piedi per il controgiro serale in ospedale, sperando che le visite ed i nuovi ricoveri non siano tanti.
Sentire una depressione profonda quando invece ti ritrovi la maternità che non promette niente di buono per la notte.
E poi gli operati che non canno bene, che si complicano, che si infettano.
E sei solo, se non altro perchè sei il medico anziano e non puoi chiedere al collega più giovane di toglierti dalle mani le patate bollenti.
Questa è la nostra vita, praticamente tutti i giorni... ed a volte è proprio dura.

Fr Beppe Gaido


martedì 28 aprile 2020

Grazie

Oggi ho ricevuto una generosa donazione di mascherine tramite la generosità della Associazione Volontari Sardi Karibu Africa. 

Per ora ci sono stati consegnati solo due scatoloni, ma siamo in attesa di un altro grosso contingente di mascherine già pagate dalla stessa associazione ed al momento difficile da recuperare sul mercato.

Ho anche comunicazione dal corriere che la donazione di mascherine confezionate e offerte da Donatella Crispino (di Malindi), sono arrivate a Meru, e presto potremo riceverle qui in ospedale. 

Grazie di cuore a Donatella per l'amicizia e la solidarietà.

Grazie a tutti gli amici che, con le loro offerte, ci aiutano in questa emergenza legata al coronavirus, una emergenza che spesso ci trova impreparati e non protetti.

Fr Beppe


lunedì 27 aprile 2020

A mezzanotte

E’ scoccata la mezzanotte da appena un minuto quando ricoveriamo una donna in preda a forti contrazioni.
A giudicare dai vestiti impolverati arriva da molto lontano.
Sono in sala parto perchè ho appena finito con un raschamento uterino.
L’infermiera mi suggerisce di visitarla insieme, per vedere se si tratti di un parto naturale o di un cesareo: “ così evito di svegliarti tra poco”.
Mentre la esaminiamo possiamo chiaramente osservare che la testolina già fa capolino al canale del parto.
La donna non è una primipara e ci aspettiamo che faccia molto in fretta.
Lei spinge molto ed abbiamo appena il tempo di preparare il necessario per l’assistenza al parto.
E’ passata la mezzanotte da appena 10 minuti quando a Matiri accogliamo un altro neonato: per la cronaca si tratta di una bambina di 3500 grammi, con APGAR perfetto ed in ottime condizioni di salute.

sabato 25 aprile 2020

Buona Festa della Liberazione

Anche se in Kenya non e' festa, auguro a tutti i lettori italiani una buona festa della liberazione. 
Quest'anno la liberazione assume una tonalita' diversa a causa del coronavirus che ci affligge ed ha paralizzato le nostre vite.
Credo che oggi possa essere anche una giornata di preghiera per la liberazione dal coronavirus.
Insieme puo' anche essere una giornata di ringraziamento per i segni positivi di liberazione dal virus che anche in Italia cominciano a intravvedersi.
Un abbraccio virtuale a tutta l'Italia, liberata dal nazifascimo ormai parecchi anni fa e che speriamo liberata dall'angoscia del coronavirus il piu' presto possibile.
Anche voi pensateci. Qui il virus va piano e non si espande come in Italia...ma i casi sono in aumento ed anche in Kenya non e' facile soprattutto dal punto di vista economico.

Fr Beppe


venerdì 24 aprile 2020

Noi ed i poveri

Da sempre sono alla ricerca della condivisione di vita con i poveri.
Mi affascinano le parole di Charles de Foucauld che "vuole essere povero tra i poveri". Mi toccano gli insegnamenti di Padre Andrea Gasparino che ci ricorda che "solo i poveri comprendono i poveri".
Ma è ovvio che povero io non sono, anche se onestamente posso affermare di spendere la mia vita 24 ore su 24 nel servizio incondizionato dei poveri e degli ammalati.
Io ho un sacco di cose che loro non hanno: me lo ricordo quando faccio una doccia calda alla fina di una estenuante giornata di lavoro; me ne rendo conto quando manca la corrente elettrica e dobbiamo usare il generatore o anche la torcia od il telefonino per molte ore: quanta gente nelle baracche non saprà mai se la luce c'è o non c'è perchè a casa non ha nè elettricità nè pannello solare.
Lo sento ogni volta che sono seduto in macchina e guido verso la mia destinazione, mentre la strada è piena di persone che devono camminare per ore ed ore per raggiungere la loro meta.

giovedì 23 aprile 2020

Nonostante il coprifuoco

Ieri era quasi mezzzanotte quando è arrivata un'ambulanza da Mukothima. Pioveva e l'autista mi ha detto che la strada era pessima.
Mi hanno portato una giovanissima mamma con emorragia antepartum. Lo staff della piccola maternità rurale di quel villaggio giustamente temeva una placenta previa o una abruptio placentae.
Fortunatamente l'eco fatta al volo mi ha tranquillizzato: niente di così grave. L'emoglobina era buona. Ero anche relativamente sollevato dal fatto di avere un paio di sacche di sangue del gruppo giusto in emoteca.
Ho quindi deciso di monitorare il travaglio, ed all'una ho fatto nascere con ventosa ostetrica una vivace femminuccia.
Fortunatamente la mamma non ha poi avuto emorragia post-partum.
Sono quindi andato a nanna.
Oggi abbiamo lavorato a ritmo continuativo, ed anche stasera alle 21 ho sentito una sirena fuori del cancello. Quando l'ambulanza si è avvicinata, ho letto sulla porta che arrivavano da Laisamis, nel nord del Kenya (vicino a Marsabit).

mercoledì 22 aprile 2020

Coronavirus

A livello nazionale purtroppo i numeri continuano ad aumentare: oggi sette nuovi positivi su 707 tamponi.
E' una crescita lenta ma tutti i giorni si registrano nuovi casi, pur con l'esiguo numero di tamponi eseguiti.
I casi di oggi sono tutti autoctoni. Non ci sono stranieri. Questo implica che ci sia ormai una circolazione interna del virus, senza bisogno di casi importati.
Pure i nostri vicini di casa registrano casi sempre più frequenti di coronavirus. La Tanzania ha visto aumentare i casi di corona di cinque volte in una settimana.
Impressiona la situazione in Somalia.
I casi sono aumentati di sette volte in una settimana in quella martoriata nazione, che confina con Mandera, contea che già conta 8 casi di COVID 19.
L'OMS teme migliaia di casi nei prossimi mesi...prima della fine di giugno.
A Matiri per adesso la situazione è di attesa. Non abbiamo casi sospetti.
Pian piano la gente ha imparato ad usare le maschere (fatte localmente da sarti e casalinghe) ed è raro vedere pazienti ambulatoriali senza maschera.
Anche in ospedale le mascherine stanno un po' aumentando ed in genere lo staff ne può disporre, anche se navighiamo a vista e viviamo alla giornata.

martedì 21 aprile 2020

Fibromi uterini

Sono frequentissimi nelle donne africane.
Il King, mio testo base di riferimento per la chirurgia da campo, asserisce che a 29 anni di età, il 95% delle donne africane ha almeno un fibroma.
E' frequentissimo per esempio trovarli come reperto casuale durante un cesareo, o nel corso di un'ecografia pelvica fatta con indicazione diversa.
Ma il vero dramma è che a volte i fibromi si formano molto prima della data indicata dal King, ed in numero estremamente elevato.
A volte visito donne giovanissime, magari non ancora sposate o nei primissimi anni del matrimonio che presentano situazioni disastrose: sabato abbiamo operato una ragazza appena sposata la quale era venuta in ospedale per emorragie importanti. 
Lei pensava che si trattasse di un aborto spontaneo, ma l'ecografia ha documentato un utero enorme e ripieno di almeno una quarantina di fibromi. 
L'organo aveva perso completamente la forma anatomica ed appariva mostruoso a causa dei fibromi.
Il dramma è che, con situazioni del genere, queste giovani spose non possono aspettarsi una gravidanza, e qui da noi essere sterili è una condanna irreversibile ad essere ripudiata dal marito, per poi magari risposarsi nuovamente ed essere ancora mandata via dal secondo consorte per la stessa ragione, in un ciclo perfido che si ripete all'infinito e che a volte porta alla pazzia od alla depressione.

lunedì 20 aprile 2020

Polvere rossa

Camminare per strada è a volte impegnativo.
Nelle ciabatte ti entra una polvere fitta e tagliente che ti dà subito una spiacevole sensazione di caldo insopportabile ai piedi.
Negli occhi la stessa polvere brucia ed infastidisce: ti senti avvolto nella nebbia, soprattutto se ti sfreccia vicino una macchina incurante del polverone che solleva.
Respirare è talvolta difficile; provi a chiudere la bocca e a respirare con il naso, ma poi quasi subito ti viene da sternutire e riempi il fazzoletto di un muco più ocra della terra stessa.
Ieri era domenica ed al pomeriggio camminavo in un sentiero isolato non lontano dall'ospedale; quasi impercettibilmente ho avuto un flash back ed ho ripensato ad esperienze vissute o nelle baraccopoli di Nairobi, o in certe periferie di Mombasa, oppure anche in certi slum vicini a Meru: mi sono rivisto davanti gruppi di "street boys" che rovistano tra le immondizie, frammischiati ad adulti che dal ciarpame della discarica cercano di recuperare qualcosa da vendere...che pena vedere esseri umani che lottano coi cani randagi per strappare alle discariche qualcosa da mangiare!

domenica 19 aprile 2020

La maternità di Matiri

Chi mi conosce un po' sa che io faccio di tutto in ospedale (dalle fratture, agli addomi, alle prostate), ma quello che veramente mi piace di più è la maternità: il parto, il cesareo a tutte le ore, l'ecografia ostetrica e ginecologica.
Il reparto maternità è stata una delle grandi delusioni al mio arrivo a Matiri. pochissime pazienti, parti molto rari e cesarei solo di tanto in tanto.
Le cause di quella situazione sono molte e non le voglio elencare in questo post.
Quanto desidero condividere è che negli ultimi mesi si è registrato un trend in continuo incremento anche nel settore osterico e ginecologico.
Mi sono impegnato a fondo perchè questo si realizzasse.
Il reparto maternità si è progressivamente riempito, così come la nostra clinica antenatale. Le mamme vengono per il travaglio sia di giorno che di notte. Ora che abbiamo il coprifuoco, la nostra ambulanza va a prenderle di notte se non riescono a raggiungere l'ospedale.
I cesarei sono in stabile ascesa, anche perchè riceviamo casi complicati da varie maternità pubbliche e private (missionarie).

sabato 18 aprile 2020

Sabato pesante

In tempi di COVID quasi nessuno pensa alle emergenze chirurgiche. La chirurgia è ferma quasi ovunque.
Questa è una delle ragioni per cui siamo pieni e sovraccarichi, con liste di attesa in reparto a volte fino ad una settimana.
Oggi il personale è ridotto all'osso ma abbiamo lavorato tanto.
Una prostatectomia piuttosto complicata, una frattura scomposta di ulna in seguito ad una machetata, una frattura di femore di un ragazzo che era stato per oltre un mese in un letto di ospedale pubblico dove nulla gli era stato fatto, un grande e complesso innesto cutaneo da parte della dottoressa Apophie.
Anche ora sono in ospedale alle 21 in attesa della lastra del torace di una donna caduta su un rovo. La poveretta ha una ferita penetrante del torace con un grosso ramo ancora conficcato dentro. Vedremo cosa fare!
Sono un po' stanco.
Non stacco da molti giorni e questa settimana è volata in un soffio, quasi fosse una lunghissima, estenuante giornata lavorativa... fisicamente ne risento un po' e mi sento provato. Onestamente lo sono anche mentalmente.

venerdì 17 aprile 2020

Coronavirus

Anche se con ritmi molto diversi rispetto all'Italia, pure qui i casi continuano ad aumentare.
Insieme ai casi di COVID, aumentano anche i disagi sociali. Il prezzo del cibo sta salendo alle stelle. I costi delle medicine sono molto saliti.
Ma la spesa enorme per un ospedale sono le mascherine, introvabili quasi sempre, ma a prezzi sempre più elevati.
Nelle baraccopoli di Nairobi sono iniziate le distribuzioni di cibo per coloro che, avendo perso il lavoro a giornata, già non hanno più nulla da mangiare. Io ringrazio tutti i generosi benefattori che ci stanno aiutando.
Ieri abbiamo comprato mascherine che dovrebbero portarci avanti per qualche giorno. Abbiamo anche comprato dei dispositivi di protezione e dei termometri per fare lo screening dei pazienti in arrivo.
Siamo riusciti ad acquistare una buona quantità di soluzioni igienizzanti per le mani.
Vogliamo comprare materassi che ci permetteranno di aprire un nuovo reparto che ci aiuterà a tenere le distanze tra i pazienti ricoverati, e soprattutto a dividere i malati di patologie mediche da quelli con patologie chirurgiche.

giovedì 16 aprile 2020

Dickens

Da tempo era seguito per un’idronefrosi destra.
Aveva eseguito un’ecografia addominale che confermava l’idronefrosi, ed una lastra diretta dell’addome dove si notava si’ una calcificazione che pero’ il radiologo dava come al di fuori del possible tragitto dell’uretere.
E’ venuto disperato perche’ diceva che da mesi i dottori gli davano solo antinfiammatori e la sua situazione non migliorava affatto.
Ho ritenuto opportuno richiedere un’urografia, che ha in effetti rivelato la presenza di un calcolo incuneato a livello della giunzione vescico-ureterale destra.
Abbiamo scelto l’approccio tranvescicale, in quanto il calcolo pareva davvero intramurale… ed abbiamo avuto perfettamente ragione!
Aperta la vescica con accesso extraperitoneale, sono subito apparsi i due meati ureterali: quello di sinistra era completamente normale e mingeva urina senza problemi; quello di destra appariva invece edematoso ed arrossato.

mercoledì 15 aprile 2020

Pandemia, fragilità umana e insicurezza

Un aspetto sanitario non previsto della pandemia che comunque sta dando seri problemi anche qua, risiede nel fatto che molti ospedali hanno praticamente smesso di accogliere pazienti non-COVID.
Questo si ritorce sulla maternità per esempio: le mamme vengono ridirezionate verso gli ospedali missionari che ancora si occupano di casi non-COVID. Il numero dei cesarei e dei parti anche per noi è quindi aumentato moltissimo.
Assisto inoltre alla disperazione di pazienti che dovrebbero ricevere chemio o radioterapia e che a volte non possono accedervi, a causa del lock down della capitale.
Io stesso sono sovraccarico di bruttissime fratture e sto centellinando chiodi di Sign e placche perchè al momento è difficilissimo ricevere donazioni dall'estero. I pazienti vengono infatti mandati qui da ospedali pubblici dove la chirurgia è ridotta al minimo.
Stessa situazione per ogni tipo di chirurgia non di emergenza: ernie, prostate, tiroidi, ginecologia.

lunedì 13 aprile 2020

Le due anime della mia pasquetta

Giornata pesante e pienissima.
Oggi la parte del mio servizio che mi ha reso più felice è la maternità che finalmente è davvero piena. Abbiamo fatto anche 3 cesarei e di mamme con il pancione se ne vedono tante in reparto.
Quella invece che mi ha creato più difficoltà è l'ortopedia.
Riceviamo casi davvero brutti dagli ospedali governativi: sono per lo più fratture esposte e settiche per le quali ti metti le mani nei capelli e non sai come andrà a finire.
Una parte di me mi dice sempre di non ricoverare questi pazienti perchè poi diventano degenze infinite e complicazioni a bizzeffe...sono pazienti complicati che in genere vanno male. 
Ma poi mi dico sempre: se sono stati mesi in un ospedale dove non hanno ricevuto aiuto, se non hanno soldi per ospedali specializzati a Nairobi, posso davvero a cuor leggero dire loro di andare altrove?
Sono persone che hanno un male cane, non possono muoversi a causa della frattura, sono infetti!

sabato 11 aprile 2020

Buona Pasqua a tutti i lettori

Oggi è il sabato santo, una giornata di attesa e silenzio, in cui ci prepariamo al grande evento della resurrezione di Cristo.
Cerchiamo di pregare e di rimanere in comunione con le sofferenze di Gesù... ma i malati ci sono ed in questi giorni non sanno dove andare per avere assistenza in quanto sono giorni comunque di vacanza.
Quello che sanno comunque è che un ospedale missionario è sempre aperto e disponibile al servizio.
Anche oggi infatti abbiamo avuto pazienti e la sala è stata molto pesante: credo che la costanza delle prestazioni e la fedeltà nell'essere disponibili ventiquattr'ore al giorno per sette giorni alla settimana sia da sempre la forza di un ospedale ed anche un po' la sua "maledizione".
"Forza": perchè ci rende punto di riferimento sicuro a cui la gente guarda con fiducia.
"Maledizione" (per modo di dire): perchè non ci sono più riposi, nè giorni festivi; la gente viene sempre e comunque, di giorno e di notte; nei giorni feriali e festivi.
Oggi per esempio abbiamo operato fratture e fatto innesti cutanei con l’aiuto della dottoressa Apophie.
Oggi si è anche concluso un incubo che durava da tre giorni: avevamo un malato in isolamento con sospetto di COVID 19. Questa sera è arrivato il risultato, fortunatamente negativo. 

venerdì 10 aprile 2020

Il malato ha sempre ragione

E’ stato molto un intervento impegnativo ed altrettanto formativo.

Ancora una volta ho imparato dai pazienti, che sono i nostri veri maestri di vita.
Si trattava di una donna ricoverata la notte precedente.
Mi avevano chiamato perchè all'infermiere pareva un addome acuto.
L'avevo visitata mezzo addormentato, ma mi sembrava che non si trattasse di una paziente chirurgica. Avevo quindi messo la terapia, ritenendola un caso di gastrite o di ulcera peptica.
La mattina seguente la donna non era migliorata affatto; me l'hanno fatta rivedere, ma ancora non mi pareva chirurgica. 
Ho confermato la terapia instaurata e mi sono permesso di dire agli infermieri una frase di cui ancora mi pento, perchè superficiale: "penso che ci sia una componente di esagerazione nella sintomatologia lamentata dalla paziente".
Alle 17 gli infermieri mi hanno chiamato nuovamente nel reparto donne: erano preoccupati e volevano che visitassi di nuovo la paziente che si contorceva nel letto e, quando in piedi, doveva camminare gobba per ridurre i dolori addominali lancinanti.


giovedì 9 aprile 2020

Situazione Matiri

1) E’ stato istituito uno screening infermieristico con misurazione febbre e questionario sui sintomi e sui contatti all’ingresso in ospedale.

2) Sono state sospese le visite dei parenti
3) Abbiamo fatto costruire un grosso lavandino per lavaggio delle mani da parte di tutti i visitatori all’ingresso in ospedale
4) Stiamo allestendo un piccolo isolamento con due camere e 4 letti: due per uomo e due per donna.
5) Sono stati acquistati saponi e detergenti per le mani e messi nei vari reparti.
6) Pur con grande difficoltà sta migliorando lo stock delle mascherine, anche se per ora solo il personale in ambulatorio ne è provvisto. Non ne abbiamo a sufficienza per fornire maschere anche in reparto.
7) Abbiamo sospeso le lezioni del giovedì e le messe in ospedale per evitare di congregare persone. Per le lezioni sopperiamo con un gruppo whatsap tra il personale dell’ospedale.
Se un paziente ha tosse, febbre, sintomi respiratori, non lo ricoveriamo ma lo mandiamo nell’ospedale governativo a 30 chilometri da qui.
Il problema rimane la totale assenza di test (non facciamo il tampone), la carenza cronica di ossigeno e la difficoltà di isolamento.


mercoledì 8 aprile 2020

Una poveretta con ri-frattura

Anjelina era caduta da un mototaxi a gennaio. Era poi rimasta a lungo in un ospedale dove non le avevano fatto niente, perchè per la sua frattura di femore ci sarebbe voluto in intervento molto costoso per cui lei non aveva soldi.
Aveva languito in quella struttura a lungo, con una trazione alla gamba. Naturalmente tale procedura non aveva portato a nessun consolidamento della frattura.
Soldi!!! Sempre soldi!!!
Chi ce li ha può farsi operare, mente chi non li ha rimane senza intervento e magari diventa storpio tutta la vita.
A febbraio i parenti l'avevano trasferita da noi perchè tanto in quell'ospedale non l'avrebbero operata a motivo della situazione finanziaria.
Noi avevamo accolto subito la giovane paziente, ed eravamo intervenuti entro ventiquattr'ore.
Nonostante le difficoltà tecniche derivanti dal fatto che si trattava di una frattura inveterata, avevamo inserito un chiodo endomidollare e poi l'avevamo dimessa che camminava con le sue gambe, pur con carico parziale e stampelle.
L'avevamo quindi seguita in fisioterapia ed Anjelina si era ripresa benissimo, arrivando a camminare normalmente e senza zoppicare.
Questo è stato per noi un risultato importante in quanto Anjelina è molto giovane (18 anni) ed è anche povera economicamente.

lunedì 6 aprile 2020

Parto distocico al buio

Ieri notte avevo dormito malissimo perchè mancava la luce e siamo sempre molto tesi quando l’ospedale deve funzionare di notte con i soli pannelli solari.
Stavo facendo partorire una donna usando il forcipe, in quanto la testa del feto era ancora un po’ alta; la mamma aveva una cicatrice da pregresso cesareo ed aveva addirittura provato a partorire a casa; inoltre non aveva più forza fisica per spingere.
Proprio nel bel mezzo di questa procedura di per sè molto ansiogena, il sistema solare della maternità ha avuto un problema e siamo rimasti nelle tenebre più assolute.
La mamma fortunatamente è rimasta tranquilla, ma io tremavo: la luce era mancata in un momento particolarmente critico, e cioè mentre ancora avevo il forcipe inserito, e la testa del bimbo era mezza dentro e mezza fuori.
Anche Eunice l’infermiera era impegnata con me: era infatti pronta con le clamp e con le forbici per tagliare il cordone ombelicale.
Sia io che lei dunque non ci potevamo muovere perchè avevamo le mani impegnate.
E’ stato grazie alla luce del mio telefonino che Angela mi ha estratto dalla tasca che abbiamo potuto far nascere quel bambino che ha subito pianto vigorosamente.

domenica 5 aprile 2020

Palm sunday

This year no external celebrations, but in our hearts we are praying so much.
Palm Sunday is very dear to my spirituality and I want to offer you few insights which may be a bit far from what you normally hear in the sermons of the priests.
First of all I think of today as a celebration of the courage of Jesus. He knew what was going to happen but he decided to enter Jerusalem anyway, in order to fulfill his mission and the will of God.
This is the first teaching Jesus is giving me today: not to be afraid; not to be coward, but to go straight to the points we believe in, facing all the unavoidable consequences.
I have always liked the fact that Jesus has chosen to enter Jerusalem on a donkey.
He knew to be King; in fact he has not refused the acclamations of the people. But he has not chosen a horse to ride on as kings or the Romans were doing. He has decided for a very humble and meek animal, in order to give us a lesson on humility. So the second message I get today is to be humble.
And then, when I look at those crowds chanting at him, I wonder what has happened to them just four days later. 

sabato 4 aprile 2020

Buona settimana Santa

Finisco ora in sala e sono le 23.30. Vorrei scrivere molto ma ho le idee confuse a causa della stanchezza.
Vi mando un abbraccio virtuale all"inizio di questa settimana santa in cui accompagnamo Gesu' alla croce. 
E' una settimana santa particolare quest'anno. Non ci sono funzioni. Siamo sotto la continua minaccia derivante dalla pandemia. Abbiamo cosi' tanti morti a cui pensare e per cui pregare.
Una settimana santa quindi carica di croce e di lacrime per tutta l'umanita'. Una settimana santa impregnata di angoscia e paura.
Ma pensiamo che dopo il venerdi" santo arriva anche la domenica di Pasqua. Ora siamo tutti sulla croce ma abbiamo fede e speranza che ci rialzeremo e con Gesu' risorgeremo.
Buon cammino di preghiera e di resistenza in questo momento durissimo.

Fr Beppe

venerdì 3 aprile 2020

Che frustrazione!

Era stata operata cinque giorni fa in emergenza a motivo di una occlusione intestinale.
Le sue condizioni erano pessime già allora.
Abbiamo scoperto che era HIV positiva appena prima di entrare in sala, ma la malata non ne sapeva nulla e quindi non era in terapia antiretrovirale. 
Questo puntava ovviamente ad uno stato immunitario molto compromesso.
Infatti, anche a vederla in faccia, appariva emaciata, febbrile e molto sciupata, nonostante la giovane età.
In sala abbiamo trovato una situazione molto complicata: le anse del tenue erano enormemente dilatate a causa di un tumore sulla valvola ileo-cecale. Abbiamo dovuto fare una amputazione del cieco ed una anastomosi ileocolica.
Era però risultato impossibile richiudere la parete addominale a causa dell’enorme distensione del piccolo intestino.
Bisognava cercare di mungere il contenuto del viscere verso lo stomaco, dove un sondino nasogastrico lo avrebbe drenato fuori.

giovedì 2 aprile 2020

Nuova donazione da Sign

Ancora una volta esprimo la mia sincera riconoscenza a SIGN che mi coccola e mi aiuta in maniere sempre nuove.
Considerato il grande numero di fratture esposte con cui mi trovo a lottare, oggi sono riusciti a farmi avere dei fissatori esterni che mi permetteranno di stabilizzare l'arto in attesa della guarigione delle parti molli e prima della fissazione interna con chiodi o placche.
E' stata un bella sorpresa perche' avevo finito i fissatori completamente con un paziente che ho cercato di aiutare ieri.
La Provvidenza arriva sempre al momento giusto.
Sul fronte coronavirus qui a Matiri ancora non abbiamo casi, ma in Kenya i positivi sono gia' piu' di cento. Oggi i positivi sono aumentati di 29 unita'.
Dobbiamo essere molto vigilanti e continuare a pregare.

Fr Beppe

Campagna #GoGetFunding

E' stata avviata una campagna #GoGetFunding per supportare Fr. Beppe Gaido nell'emergenza COVID-19 che ora colpisce le aree più povere e mal servite del mondo, come Matiri.

Il #crowdfunding è accessibile cliccando qui.
Le donazioni possono essere effettuate con PayPal, carta di credito/debito e bonifico bancario. 
La raccolta è in USD ma la conversione viene effettuata automaticamente, indipendentemente dalla valuta utilizzata.
E' possibile condividerla con la propria rete di amici e su qualsiasi social network/media da te utilizzati.

GRAZIE PER IL TUO CONTRIBUTO!

Grazie a #FrBeppeGaido per la sua continua e instancabile opera di aiuto.



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