venerdì 31 gennaio 2020

Buon viaggio e grazie


Grazie di cuore al Dr Toto Burrai per le instancabili tre settimane qui a Matiri. Abbiamo lavorato benissimo insieme e ci siamo sostenuti a vicenda con la nostra amicizia di lunga data.
Toto ha fatto interventi davvero importanti ed impegnativi, soprattutto nelle aree delle fratture esposte e degli esiti di ustione. Molti pazienti potranno tornare ad una vita normale grazie a
lui.
Stare con Toto anche nei momenti liberi ed in quelli dei pasti è stato poi un altro aspetto davvero bellissimo in cui ho sentito tutto il suo
affetto e la sua grande stima per me.
Nonostante le innegabili difficoltà incontrate e le infinite contraddizioni di questo ospedale che tanto può ancora crescere e migliorare, io mi auguro e spero di rivedere Toto nuovamente a Matiri.
A lui prometto il mio sforzo quotidiano per rendere questo ospedale ogni giorno un pochino meglio. E gli prometto che l’anno prossimo le cose saranno molto migliori di adesso.
Grazie di cuore a Ilaria, fisioterapista di professione ma tuttofare a Matiri: Ilaria ha seguito tanti bambini dal punto di vista
fisioterapico, ma è stata una presenza eccezionale nel volerci aiutare in tutte le aree in cui avevamo più bisogno.
Ha fatto le medicazioni agli operati insieme ai nostri infermieri, e soprattutto ha lavorato instancabilmente dal mattino alla sera tardi
per aiutarci nel settore della sterilizzazione in sala operatoria e della lavanderia.
Ilaria lavava gli strumenti dopo le operazioni, piegava le garze, lavava le divise, puliva le sale dopo ogni intervento. È stata un grande esempio di umiltà e di estrema dedizione.
Inoltre mi ha preparato il caffè ogni mattino alle 6:30 prima della Messa, cosa che ho apprezzato molto e che mi mancherà da domani.
Grazie di cuore a Elisa, fisioterapista a tempo pieno qui a Matiri.
Elisa si è divisa tra il segure i pazienti post-operatori ortopedici, facendoli deambulare, ed i malati ambulatoriali affetti da varie patologie.
Inoltre ha seguito molti bambini con vari livelli di handicap nei villaggi circostanti.
Grazie a lei sono venuto a conoscenza di un bel progetto di sostegno ai diversamente abili a domicilio, progetto che Rita Drago ed i
volontari fisioterapisti di Ferrara portano avanti da anni.
Grazie di cuore a Elisa, sia per il lavoro fatto in ospedale, dove il servizio di fisioterapia è molto carente e dove dobbiamo investire molto, e sia anche per il lavoro con questi bambini sparsi nelle capanne attorno alla missione.
Spero che anche Ilaria ed Elisa torneranno ancora, per far crescere questo sogno di servizio che a Matiri sembra sperimentare una nuova primavera.


Fr. Beppe

giovedì 30 gennaio 2020

Lezione e condivisione

Credo moltissimo nella formazione permanente in ospedale.
Ecco perché anche oggi mi sono impegnato a preparare una lezione sull'addome acuto, situazione che sta diventando sempre più frequente anche a Matiri.
Ringrazio i colleghi che vengono alle mie lezioni alle 7:30 del mattino.
Grazie ai volontari che partecipano alle lezioni, nonostante l'ora poco fausta.

Fr. Beppe



mercoledì 29 gennaio 2020

Volontariato internazionale (Gioie e dolori)

Vorrei cominciare ad analizzare gli elementi positivi del volontariato internazionale, partendo dalla considerazione che dai volontari si è imparato molto, dall’ecografia ai tagli cesarei, rivelandosi così una presenza significativa e molto utile per la progressione del nostro servizio.
Le cose insegnateci sono senza dubbio una dimensione centrale.
Per alcuni questa dimensione formativa è stata piuttosto chiara, edificante e motivo di gioia nel constatare che dopo il loro passaggio qualcosa di nuovo stava cominciando.
Il volontario è inoltre un portatore di freschezza ed entusiasmo nella continuazione del nostro lavoro. 
Troppo spesso la routine ci può rendere cinici, incapaci di condividere fino in fondo il dolore altrui. Diventiamo freddi, come paralizzati nei sentimenti dal contatto troppo continuo con la sofferenza e con la morte.
Corriamo il rischio di voler dare a tutti lo stesso livello di attenzione, perchè abbiamo paura di coinvolgerci troppo con alcune persone che poi dovremo lasciare, o perchè muoiono o perchè guariscono e se ne vanno.

martedì 28 gennaio 2020

Gli attimi più lunghi

Era stata una decisione molto sofferta quella di operare questa bambina.
Ha un certo grado di malnutrizione e, ad un anno e mezzo di età, ancora non riesce a tener su la testa, nè è in grado di stare seduta.
In più è arrivata in ospedale con una brutta polmonite che abbiamo fatto molta fatica a controllare con gli antibiotici.
Per il suo ritardo di crescita la fisioterapia ha iniziato a dare i primi frutti, anche se sarà un cammino molto lungo. La mamma è contenta di questo ed afferma che la piccola è migliorata molto.
L’appetito della bambina è pure aumentato e forse, a forza di multivitaminici ed alimenti ipercalorici, abbiamo anche fatto qualcosa per la sua denutrizione.
Ora rimaneva il problema dell’ernia ombelicale che a volte si strozza e rimane fuori a lungo.
Al momento l’ernia è riducibile ma non si sa fino a quando.
Lasciarle quell’ernia sarebbe stato un grave rischio perchè avrebbe potuto complicarsi con uno strangolamento quando la bimba era lontana da ogni ospedale. La sua famiglia infatti è di Laisamis e vive in un villaggio sperduto. 

lunedì 27 gennaio 2020

Ancora grazie

Le luci per la sala operatoria piccola sono state un altro grandissimo passo avanti per l'ospedale di Matiri, direi un'altra pietra miliare.
La seconda sala operatoria e' sempre stata molto difficile da usare, soprattutto per il fatto che non ci vedevamo. La vecchia lampada scialitica non funzionava da tempo e bisognava operare con lampade frontali.
Ora ci vediamo benissimo ed in effetti stiamo operando a ritmo incalzante in entrambe le sale.
Ringrazio di cuore l'Associazione AIUTANDO NEL MONDO per la raccolta fondi finalizzata a tale progetto tanto utile al nostro lavoro. Grazie di cuore a tutti i generosi benefattori che hanno reso possibile la realizzazione di un tale sogno.
Come sempre prometto la mia povera preghiera a tutti i benefattori. Prometto anche che lavoreremo sempre di piu' e con entusiasmo crescente per il bene della povera gente e dei malati.
Chiedo a Dio di benedire tutti coloro che ci aiutano.
Grazieee!!!

Fr Beppe


domenica 26 gennaio 2020

Guarirà?

Evans si è mosicato la lingua accidentalmente cadendo a terra; un taglio profondo e abbondantemente sanguinolento, come spesso accade sulla lingua.
Siccome Evans è ancora piccolo e non può sopportare un'anestesia locale, lo addormentiamo con ketamina e facciamo una buona sutura: l'emorragia sembra essersi fermata, e tutti sono contenti..
La giornata continua convulsa come sempre, e ci dimentichiamo di Evans.
L'indomani mattina però la nonna chiama di nuovo: il piccolo è infatti un orfano e non ha la fortuna di avere la mamma ricoverata con lui in pediatria!
Mi fa vedere la bocca del bambino, ed io rimango sconvolto da quello che vedo: un coagulone enorme gli riempie totalmente la bocca, mentre rivoli di sague scorrono ai due lati delle labbra.
"Che strano! Avevamo suturato con attenzione!"
Addormentiamo nuovamente il bimbo e notiamo che i punti sono in sede, ma dai buchi causati dall'ago fuoriesce un gemizio continuo di sangue.
"Come sono le piastrine?"
"Sono normali, ed anche l'INR è basso: il bambino non pare scoagulato".
Cuciamo di nuovo, cercando di stringere di più i punti di sutura.

sabato 25 gennaio 2020

Ad impossibilia nemo tenetur

...è certamente una frase latina che ancora oggi continua ad aiutarmi quando non ce la faccio più, ma come si fa a staccare e ad andare a riposarsi se i pazienti arrivano continuamente, ventiquattr'ore al giorno, e le complicazioni si susseguono a ritmo incalzante?
Si dorme poco e male, e c'è chi dice che il sonno perso non lo si recupera più, che in qualche modo lascia il segno, anche se poi l'indomani l'adrenalina ti rende tonico, concentrato e forte.
In effetti ho sviluppato quella che penso sia una brutta gastrite con esofagite da reflusso: ho bruciore continuo allo stomaco, e mangiare rende la situazione ancora peggiore. 
Spesso sento come un fuoco che mi risale su su per l'esofago ed arriva fino in bocca, soprattutto quando sono a letto. 
Oggi ho ceduto ed ho assunto omeprazolo, anche se io le terapie preferisco prescriverle agli altri piuttosto che prenderle io.
Oggi è sabato, ma la situazione non è migliorata affatto.
All'una del pomeriggio abbiamo ricevuto un giovane di 22 anni a cui era stato malamente amputato l'avambraccio destro.

giovedì 23 gennaio 2020

Un tramonto che mi parla di Dio

Sono ormai le 18.30 e vengo attirato dal cielo, che si e’ fatto rosso fuoco. Ha un colore eccezionale, e mi fa pensare alla mano di Dio. 
Il sole e’ una palla di fuoco che sta per precipitarsi al di sotto dell’orizzonte; la natura si copre di nero e tutto pare un gioco di ombre cinesi. 
Gli uccelli tessitori fanno un baccano della miseria e si affannano a centinaia attorno ai loro nidi, prima del silenzio della notte.
Non so perche’, ma queste meraviglie della natura mi riportano sempre al passaggio del Mar Rosso.
Osservo migliaia di ali di insetto. E’ come un tappeto semitrasparente, che ogni giorno spazziamo via ed ogni giorno si riforma sugli scalini dell’ospedale. 
Che strana la creazione, soprattutto dopo una abbondante stagione delle piogge: ci sono miriadi di animaletti volanti, che alla sera popolano l’aria e volteggiano senza stancarsi attorno alla luce elettrica; poi al mattino seguente sono gia’ tutti morti. 
Essi nascono prima del tramonto, e non riescono neppure a vederne un secondo. 
La vita e’ veramente un mistero: ci sono creature nate solo per morire; ci sono insetti che non hanno sopravvivenze superiori alle 12 ore. 

mercoledì 22 gennaio 2020

Compleanno





Non avrei pensato che tante persone mi sarebbero state vicine come lo sono state oggi.


Ma e' stato bello e ringrazio tutti quelli che in vari modi mi hanno dimostrato il loro affetto e mi hanno festeggiato.

Grazie a tutti coloro che mi hanno scritto.
Il Signore benedica tutti.

Fr Beppe


martedì 21 gennaio 2020

Arrivato il ventilatore

Con il cuore pieno di riconoscenza comunico che siamo riusciti ad acquistare il ventilatore per la sala operatoria di Matiri.

Il nuovo macchinario e' stato installato e testato da Antony. 
Lo abbiamo gia' usato oggi su alcuni pazienti che necessitavano di anestesia generale.
Non piu' lunghe ore a ventilare a mano, magari ostacolandosi a vicenda tra chirurgo ed anestesista, come nel caso di tiroidectomia o di fratture della clavicola.
Non piu' ansia da parte mia e dell'anestesista. 
La macchina ora funziona bene e ci permette di lavorare in sicurezza. Ringrazio di cuore la ASSOCIAZIONE AIUTANDO NEL MONDO per l'efficacissima raccolta fondi.
Un grazie enorme a Ines Marongiu, a Giulia ed ai loro amici per una seconda campagna di raccolta che ci ha permesso di arrotondare quanto raccolto nella prima.
Grazie a tutti i benefattori grandi e piccoli che con le loro donazioni ci hanno permesso di raggiungere un traguardo tanto importante per il bene dei malati. 

lunedì 20 gennaio 2020

Operazioni

Ecco una delle tante operazioni eseguite con successo dal Dr Toto.
Ora la paziente muove la mano liberamente. Anche le contratture sul collo sono state operate con risultato estetico buono.

La cosa che non si evince dalla foto e' che la poverina ha l'altro braccio amputato. 

E' epilettica ed era caduta nel fuoco sotto crisi mentre cucinava. Ora le abbiamo restituito l'uso della mano destra e l'abbiamo resa di nuovo indipendente.

Se anche un solo bicchier d'acqua dato per amore non sara' dimenticato, allora credo che davanti a Dio quanto abbiamo fatto per questa persona ci aiutera' a scontare qualcuno dei nostri peccati.ù

Un sincero grazie al Dr Toto.

Fr Beppe


domenica 19 gennaio 2020

La Messa con i malati ed i momenti di preghiera

La Messa domenicale è un appuntamento molto importante per noi, e ci teniamo davvero molto. La Messa è ben accolta da tutti i malati, ed anche i Protestanti vi partecipano volentieri. I Musulmani non ci vengono ma rispettano la nostra preghiera.
Le persone qui sono profondamente religiose e per loro è impensabile concepire una vita senza Dio: può essere il Dio dei Cristiani, quello dei Musulmani, quello degli Hindu, quello tradizionale che vive sul monte Kenya... comunque, per loro Dio esiste e fa parte della loro vita.
La gente del Kenya è intimamente spirituale, e, se può capire qualunque religione (compresa quella animista), fa fatica a comprendere l’ateismo, che è una categoria abbastanza aliena a questa latitudine.
Molte volte, alla sera durante il giro della notte, sento le donne intonare canti e fare preghiere per la guarigione, senza che noi glielo chiediamo, perchè per loro è naturale ed è vitale pregare.

sabato 18 gennaio 2020

Impotenza

Abbiamo ricoverato la piccola Kendi alle 8 in punto.
Ha circa nove mesi di vita, e pesera’ sui cinque chilogrammi; ma forse meno.
La mamma continua a piangere di fronte al corpicino della sua piccola, continuamente scosso dalle convulsioni, e rovente come acqua in ebollizione.
Il valium, somministrato per retto alla bimba per ben due volte, non e’ servito a nulla e Kendi continua ad essere “agitata” da movimenti grotteschi della bocca, degli occhi e degli arti. Con cadenza quasi ritmica si inarca sulla schiena e diventa simile ad un semicerchio.
Non e’ cosciente ma, a vederla cosi’, pare che debba provare un sacco di dolore. Respira malamente, come se avesse una pentola a pressione nel torace.
Ho paura, ma ordino ugualmente che le si faccia del barbiturico in vena. Lo so che c’e’ il rischio che smetta di respirare a causa del sinergismo con il valium; ma, se non agiamo in tutta fretta, il suo cervello verra’ ridotto in poltiglia dai prolungati attacchi epilettici.
Gli infermieri mostrano qualche esitazione di fronte alla mia prescrizione, ma non fanno obiezione di coscienza a priori, e, dopo un breve dialogo, mi offrono piena collaborazione.
La madre si dispera e mi dice che e’ la prima volta che capita, e che la bimba non e’ epilettica.

venerdì 17 gennaio 2020

Chirurgia plastica in Africa rurale

Molti hanno un'idea incompleta della chirurgia plastica. La pensano infatti soltanto estetica.

Ad uno sguardo superficiale potrebbe sembrare che un chirurgo plastico in un ospedale rurale come Matiri potrebbe essere fuori luogo: normalmente pensiamo infatti al lifting per le rughe, alle plastiche per il seno, ecc
Ma la chirurgia plastica è molto di più (anche in Italia): è per esempio operare pazienti con contratture gravissime dopo ustioni; è fare dei lembi che ti permettono di coprire ossa esposte dopo tremende fratture esposte; è ricostruire il viso ad un bimbo sfigurato dalla neurofibromatosi o da cheloidi cicatriziali; è rimuovere masse enormi e poi riuscire a ricostruire la cute.
Toto anche a Matiri è sovraccarico di interventi molto complessi, e non riusciamo a stare dietro alle richieste: fratture esposte che necessitano lembi, tremendi esiti di ustioni che hanno cambiato la vita dei pazienti, ulcere da decubito e ulcere tropicali.
Il chirurgo plastico è assolutamente utile nel nostro contesto: ci aiuta a ridare a molta gente una vita ed un aspetto normale.

giovedì 16 gennaio 2020

Lezione

Oggi la classe del giovedi' e' stata aperta a tutto lo staff dell'ospedale e non solo al personale sanitario.

Si e' trattato di una presentazione pratica sulla rianimazione neonatale e pediatrica.

La lezione e' stata organizzata e presentata dal gruppo dei volontari italiani presenti in questo periodo.

Soprattutto la parte pratica su manichino e' stata molto apprezzata da tutti.

E' bello vedere che i volontari vengono a Matiri preparati anche per questo aspetto didattico che fa crescere le conoscenze ed insieme aumenta lo spirito di unita' tra il personale locale ed gli italiani che vengono ad aiutarci.

Fr Beppe
 

mercoledì 15 gennaio 2020

La volpe e l'uva

Credo che tutti abbiamo letto alle elementari la fiaba di Esopo della volpe e dell’uva. Qualcuno come il sottoscritto se l’è ritrovata anche in greco al liceo.
Mi è venuta in mente in questi giorni perchè l’ho trovata riproposta in Inglese su un quotidiano locale alla pagina dei bambini.
La trovo sempre una favola molto vera ed altrettanto amara.
Onestamente la penso una fiaba per adulti, una fiaba che coglie uno degli angoli più bui del cuore umano!
Quante volte infatti gli esseri umani fanno come la volpe quando non riescono a raggiungere un obiettivo che si eravamo prefissi. 
Tanto per non ammettere la sconfitta, essi ripetono a se stessi che quella “cosa” a cui aspiravamo, non aveva poi tutto quel valore. 
Disprezzando l’obiettivo fallito, l’uomo in genere cerca di evitare il senso della sconfitta e la presa di coscienza della propria incapacità e del proprio limite.
Ma la cosa forse più triste è che la fiaba di Esopo tratteggia atteggiamenti molto comuni anche nei nostri rapporti con il prossimo.
Troppo spesso i nostri rapporti sono di tipo competitivo con le persone che ci stanno al fianco. 

martedì 14 gennaio 2020

Il minimo comun denominatore

Mi dice un volontario con cui ho una lunga storia di amicizia e di confidenza:
“Oggi mi sembra che le motivazioni che portano una persona a scegliere di fare del volontariato siano così disparate che sia praticamente impossibile descriverle tutte. 
C’è chi parte da una motivazione di fede e chi invece è completamente agnostico e lo fa per solidarietà umana. 
Ci sono persone che si dedicano al volontariato per portare il loro contributo a società più svantaggiate, ed altri che intendono rispondere ad emergenze umanitarie. 
Ci sono anche persone che lo fanno per se stessi: qualcuno per ritrovare se stesso e la parte migliore di sè in un momento di crisi; altri sperano che un’esperienza totalizzante di servizio li possa aiutare a risolvere dei problemi esistenziali o dei conflitti che si portano dentro”.
Ho pensato tanto a quanto questo mio amico mi ha detto e sono pienamente d’accordo con lui, ma allo stesso tempo mi sembra che una cosa le si debba dire: “Hai completamente ragione, ma credo che dovremmo aggiungere anche un’altra motivazione, che io metterei un po’ come “conditio sine qua non” per una bella esperienza di servizio sia per il volontario che per noi: parlo della voglia di aiutarci e di collaborare positivamente con noi che qui lavoriamo tutto l’anno. 

lunedì 13 gennaio 2020

Grazie...

A tutti coloro che si fidano di me e mi hanno dato offerte libere che oggi ho trasformato in viti ortopediche, oltre che in questi 3 importanti strumenti ortopedici che ancora mi mancavano.


Il cacciavite di Matiri era completamente usurato...ora potro' avvitare meglio i mezzi di sintesi. 

Gli altri due strumenti mi aiuteranno molto negli interventi per le fratture.

Ringrazio e prego per tutti i benefattori.

Fr Beppe




domenica 12 gennaio 2020

I nuovi volontari

Dopo la partenza della dottoressa Ilaria, abbiamo accolto un folto gruppo di volontari da Ferrara. Sono membri della Associazione "un ospedale per Tharaka" che dall'inizio ha costruito e sostenuto l'ospedale di Matiri.
Sono infermieri e fisioterapisti che certamente ci aiuteranno molto nella gestione dei pazienti.
La fisioterapia e' un settore in cui siamo assolutamente carenti ed in cui il bisogno cresce di giorno in giorno a motivo dei moltissimi interventi ortopedici.
Anche la cura del paziente ed il nursing hanno bisogno di grandissimo sostegno: il personale non e' sufficiente e credo dobbiamo migliorare molto le condizioni igieniche dei malati.
Le volontarie lavoreranno anche in sartoria e confezioneranno lenzuola e divise per i pazienti...anche questo e' un dono piu' che necessario ed utilissimo.
Lavoreremo bene insieme e condivideremo anche i pasti...cosa che aiutera' molto per diminuire il mio senso di solitudine.
Un caloroso benvenuto al gruppo dei volontari di Ferrara.

Fr Beppe


sabato 11 gennaio 2020

Sarebbe bello

Sarebbe proprio bello che il generatore fosse automatico, e quando manca la luce dovessimo aspettare solo i fatidici 30 secondi prima che la luce del gruppo autogeno ritorni in sala operatoria.

Sarebbe stupendo se il generatore manuale non fosse così malconcio che solo il responsabile della manutenzione è capace di attivarlo: il fatto è che al momento il nostro vecchio generatore parte solo con il collegamento di fili che esclusivamente lui conosce, e quando lui è assente anche per motivo di servizio, il generatore non lo sa accendere nessuno.
E' successo anche oggi quando il responsabile della manutenzione era a Meru per accompagnarci la dottoressa Apophie.
Sarebbe ancora più incoraggiante se non capitasse che il generatore si spegne perchè manca il diesel...
Ma tutto questo per ora è ancora un sogno.
Il generatore lo accende solo il capo-manutenzione, e dopo tempi tecnici veramente lunghi visto che lui potrebbe essere impegnato altrove nella missione.
Se lui è assente perchè è anche autista dell'ospedale, allora sappiamo che il generatore non sarà acceso per un bel po' di tempo.
Se ci dicono che è finito il diesel, siamo certi che avremo ore di black out.
Ormai lo sappiamo ed in sala nessuno fa una piega quando manca la luce.

venerdì 10 gennaio 2020

Classe gremita

Anche stavolta è stata una bellissima esperienza. L'interesse è stato alle stelle ed il quorum di presenze molto alto. 

Abbiamo parlato di complicanze della chirurgia ortopedica, tema assolutamente attuale e molto importante...dato che il 90 per cento della nostra attività in sala è legata alla terapia delle fratture.

Sempre bello per me riuscire a comunicare e condividere le mie conoscenze con uno staff desideroso di imparare!
La lezione di oggi è stata particolarmente pratica, ed ha attinto abbondantemente ad esperienze reali della sala e del reparto.

Spero davvero che questo mio impegno nel campo della formazione possa avere un impatto reale per il miglioramento del nostro servizio.

Fr Beppe


giovedì 9 gennaio 2020

Grazie all'Associazione "Amici di Mujwa"

Grazie ad una generosa donazione ricevuta dagli "Amici di Mujwa", nella persona del Presidente Franco Pereno, oggi abbiamo acquistato due aspiratori chirurgici: uno sarà per l'aspirazione durante gli interventi e l'altro sarà per l'anestesista che lo userà nel momento di estubare il paziente addormentato.
Non ho parole per esprimere la mia riconoscenza agli "amici" di Mujwa... che da tempo dimostrano di essere grandi amici anche del sottoscritto e di Matiri.
Non ho parole per esprimere la mia gratitudine e la mia commozione per il continuo sostegno che continuo a ricevere da tantissime fonti.
La mia riconoscenza si traduce in preghiera e promessa di impegno incondizionato a servizio dei malati.

Fr Beppe

mercoledì 8 gennaio 2020

Alla fine sei solo

Ho fatto nascere migliaia di bambini; li ho tenuti tra le mie braccia al primo vagito, li ho guardati negli occhi prima ancora del loro padre biologico; li ho consegnati alla mamma radiosa per il trofeo che riceveva da Dio dopo nove mesi di attesa spesso angosciante: le mamme mi hanno guardato con sorrisi sgargianti; qualcuna mi ha promesso di mettere il mio nome al loro bambino e di portarmelo a vedere man mano che cresceva. 
Poi però tutte  sono state dimesse; normalmente quasi nessuna è passata a salutarmi quando si portava il figlioletto a casa; normalmente non rivedo più le mie puerpere, se non in caso di complicazioni o di un altro cesareo in gravidanze successive. 
Ho fatto nascere migliaia di bambini, ma poi alla sera, nel buio della cappella dove spesso mi rifugio per un attimo prima della nanna, mi rendo conto che di bambini non ne ho affatto. Ne ho toccati tanti, ma tutti se ne sono andati.

martedì 7 gennaio 2020

Elosy

L’ho conosciuta circa una settimana fa. Stupenda bimba di 11 anni, con treccine curate come una piccola “rasta”.
Aveva proteine nell’urina ed un lieve gonfiore alle gambe. Non lamentava particolari disturbi, anche se gli esami erano alterati e l’ecografia dimostrava segni di iniziale danno renale.
La mamma mi ha chiesto di cosa si potesse trattare. 
Le ho spiegato che eravamo di fronte ad una malattia dei reni , ma che con una terapia mirata avremmo risolto il problema. Mi ha pregato di darle le medicine a domicilio perche’ avrebbe avuto problemi finanziari con un ricovero.
Ho acconsentito pregandola pero’ di essere fedele all’appuntamento per la visita di controllo.
Avrebbe dovuto tornare dopo un mese, ma ieri mattina me la son ritrovata davanti in uno stato di prostrazione totale. Non riusciva quasi a respirare. La sua inspirazione era molto superficiale ed il torace si muoveva ad un ritmo di almeno 120 al minuto.

lunedì 6 gennaio 2020

Volontari

Nel periodo natalizio ha preso il via un buon movimento di volontariato.
Abbiamo avuto Ola, giovane dottoressa polacca che è stata con noi per due settimane, aiutando sia in reparto che in sala operatoria. 
Ola sta ora concludendo il suo periodo di volontariato in un’altra missione.
Dall’Italia è arrivata Valentina, neolaureata ed interessata alla chirurgia: con lei ho lavorato benissimo in sala operatoria. 
La sua presenza è stata molto importante per me e mi ha donato amicizia e compagnia, oltre che un grandissimo aiuto.
Con me rimane Ilaria, dottoressa italiana che si sta dedicando al lavoro in reparto.
Giovedì accoglieremo un bel gruppo di volontari da Ferrara, che ci aiuteranno soprattutto in fisioterapia ed in sala operatoria.
A metà di gennaio arriveranno Toto, chirurgo plastico, e Massimo, chirurgo generale.
Sarà un periodo con molta vita in ospedale.
Grazie a tutti i volontari

Fr Beppe


domenica 5 gennaio 2020

Frammenti di croce

…. Zipporah e’ malata grave ed e’ ricoverata per una serie di complicazioni legate all’HIV.
E’ vedova, perche’ suo marito e’ morto da tempo a causa della malattia.
Non sono ricchi, ma con un grande sforzo Zipporah era riuscita a mettere da parti qualche soldino. 
Poi con il corrispondente di circa 500 Euro, era riuscita ad acquistare una motocicletta cinese, 125 cc di cilindrata, per il suo primogenito di 18 anni: lo scopo era quello di iniziare un servizio di mototaxi, che avrebbe loro permesso di guadagnare qualche scellino, per tirare avanti e per educare il secondogenito, anche lui sieropositivo, di appena 10 anni.
Suo figlio Richard ieri e’ venuto a trovarla qui in ospedale, prendendosi una pausa dalla sua attivita’ di tassista.
Finito l’orario di visita, ha ripreso le sue corse su e giu’ tra il cancello del nostro presidio e le varie destinazioni richieste dai clienti. Il tempo che segue l’orario di visite e’ molto redditizio, ed i motociclisti diventano spericolati per completare le corse nel minor tempo possibile, e per tornare nuovamente a riprendere altri passeggeri.

sabato 4 gennaio 2020

Piccole gocce

Oggi abbiamo ricevuto da Antonio (della Associazione Melamango) una preziosa donazione: una valigia piena di divise da sala operatoria, camici, teli verdi chirurgici e teli impermeabili da mettere sotto gli operandi per raccogliere il sangue. 

Sono estremamente grato ad Antonio per aver donato a Matiri un regalo cosi' pratico e necessario.

Insieme a Padre Emilio, esprimiamo il nostro sincero ringraziamento ed assicuriamo la nostra preghiera.

Il materiale e' gia' in uso nella sala operatoria che oggi e' stata particolarmente intensa, anche grazie alla presenza della Dottoressa Apophie.

Fr Beppe

venerdì 3 gennaio 2020

Pierino, la peste ed il fuoco

Mi chiamo Polly, ed ho appena 6 mesi. Dormivo tranquillamente nel letto della mamma che nel frattempo era andata al fiume a raccogliere l’acqua. 
La mamma aveva gia’ preparato il cibo per la cena, e lo aveva posto sul tavolo vicino al mio giaciglio. Il papa’ era fuori sin dal mattino presto, in cerca di lavoro a giornata.
Sono rimasta sola con il mio fratellino piu’ grande, che ha rifiutato di seguire nostra madre al torrente. Infatti lui aveva un piano preciso: voleva rubare un chapati caldo e fumante prima dell’arrivo della mamma. 
La nostra casupola non ha finestre, e la lampada a petrolio gia’ ardeva sul tavolo, dandoci una luminosita’ soffusa ed ondulante che mi cullava dolcemente.
Pierino la peste, cioe’ mio fratello, ad un certo punto, e’ salito su uno sgabello per arrivare al piatto dei chapati. 
Purtroppo pero’, le termiti avevano indebolito molto il legno con cui era stato costruito, ed una delle tre gambe ha ceduto. 

giovedì 2 gennaio 2020

Quando un bambino piccolo ti lascia per andare in paradiso

Avevo sei anni di eta’, e da alcuni mesi mi sentivo sempre piu’ affaticata. La mia pancia diventava ogni giorno piu’ prominente, quasi come se fossi incinta, anche se non mangiavo quasi nulla.
La mamma mi ha portata tante al dispensario ed hanno continuato a darmi delle medicine per la malaria. Io pero’ non miglioravo affatto.
Ho cominciato a sentire il cuore battere fortissimo e alla velocita’ di una locomotiva. Anche il mio respiro e’ divenuto via via piu’ affannoso, quasi come se non riuscissi ad inspirare abbastanza ossigeno.
Sono arrivata a Matiri venerdi’ scorso, sulle spalle della mia mamma, perche’ non riuscivo a camminare: le mie gambe non hanno piu’ forza; sono diventate sottilissime ed i miei muscoli sono quasi del tutto scomparsi.
La mia mamma era stanchissima, anche se io non peso piu’ di 20 kg.
Hanno iniziato subito a farmi tanti esami che per il passato non avevo mai visto. Prima di tutto l’ecografia, che e’ una specie di televisore che vede dentro di te, anche senza bucarti la pancia: ho sentito che parlavano di milza molto ingrandita, fin sotto il livello dell’ombelico. Inoltre insistevano anche sull’epatomegalia, e mi pare di aver capito significhi che il mio fegato e’ tutto gonfio. 

mercoledì 1 gennaio 2020

Iniziato alla grande

Anche oggi molte fratture ed anche oggi sala operatoria ad oltranza. 

Il 2020 e' iniziato con questo tono entusiastico di servizio incondizionato.

Abbiamo lavorato tutto il giorno, lasciandoci solo il tempo per la Messa.

La gente viene. Sa che li aiuteremo anche se sono giorni festivi...e noi siamo disponibili ad aiutare quante piu' persone possiamo.

Buon anno 2020

Fr Beppe


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