mercoledì 12 maggio 2021

Occlusione intestinale

E' stata una emergenza imprevista al termine di una giornata dura.
Il paziente si presentava chiaramente occluso, sofferente, disidratato.
La storia era sospetta: ultracinquantenne con alvo irregolare da tempo e con perdita di peso di 10 Kg negli ultimi mesi.
Sono entrato in sala aperto alla possibilita' che potesse trattarsi di un tumore.
Ed infatti proprio di questo si trattava: una massa durissima alla flessura splenica del colon. Ho fatto molta fatica a staccarla dalla parete addominale e dagli organi circostanti con cui aveva preso salda aderenza. Si trattava di un tumore del colon che causava occlusione intestinale ed aveva invaso lo stomaco ed il pancreas.
Purtroppo nella fase di isolamento della massa ho lacerato lo stomaco.
Ho dovuto quindi anche eseguire una gastrorrafia prima ancora di togliere il tumore e di confezionare la colostomia.

martedì 11 maggio 2021

Grazie

Ringrazio di cuore i generosi benefattori che hanno inviato una grande cifra indirizzata all'acquisto di viti, placche ed infissi ortopedici.
Oggi abbiamo ricevuto i due terzi del materiale, mentre il resto sara' consegnato entro la fine del mese.
Eravamo quasi completamente senza infissi per piccole ossa, ma ora siamo nuovamente in grado di lavorare per i nostri pazienti ortopedici.
Come sapete gli infissi ortopedici sono donati gratuitamente ai nostri malati. 
Ringraziamo dunque i generosi benefattori a nome di tutti i pazienti.

Fr Beppe

domenica 9 maggio 2021

Non giudichiamo i poveri

Oggi ho dovuto prendere la macchina ed accompagnare a casa i resti di una persona morta parecchi giorni prima nel nostro ospedale. Era tempo  che non facevo più questo servizio. 
Da tempo mi sono convinto che non possiamo permettercelo perché le strade sono pessime, le nostre automobili vecchie e le forze inevitabilmente misurate. Sempre, inoltre, dobbiamo fare i conti con le non indifferenti spese di carburante.
Ma la situazione oggi era diversa: si trattava di un uomo morto da più di 10 giorni, e collocato in cella frigorifera nel nostro obitorio.
Già stavo pensando di seppellirlo nel cimitero interno dell’ospedale, ma sono stato dissuaso dal “Public Health Technician” che mi ha detto che per legge dovevo aspettare fino a 15 giorni.
Poi, con mia sorpresa, due giorni fa è arrivata una bambina di non più di 14 anni. 
Era impaurita ed evidentemente poverissima: cercava suo papà e nessuno dello staff aveva il coraggio di dirle che il suo babbo non c’era più. 

sabato 8 maggio 2021

Il parto a casa

E’ ancora molto frequente nei villaggi attorno a Matiri.Le complicazioni di questa pratica sono moltissime, ma oggi condivido con i lettori quella che più frequentemente osserviamo nel nostro ospedale.
Si tratta della placenta ritenuta.
E’ abbastanza frequente ricevere una donna che ha partorito a casa con successo, ma che non è riuscita a secondare la placenta. 
Si tratta  di una complicazione molto rischiosa per la vita della partoriente, in  quanto una placenta ritenuta può causare perdite ingenti di sangue in
pochi minuti: ciò significa che una donna che magari è già relativamente anemica a causa di una splenomegalia o di una malaria ricorrente, può raggiungere livelli di emoglobina pericolosi per la vita in pochissime ore.
L’arrivo in ospedale è spesso ritardato da vari fattori, come per esempio le condizioni delle strade, o la diponibilità di un matatu che possa trasportare fin qui la donna. In genere passa parecchio tempo dal parto al ricovero.

giovedì 6 maggio 2021

Squat and smile

E' una particolare foto che dobbiamo fare ai nostri pazienti operati di chiodo endomidollare per vedere se la frattura e' stabile, se hanno dolore e se hanno conservato l'uso delle articolazioni dopo la terapia chirurgica della frattura.
La foto "squat and smile" la dobbiamo fare a sei ed a dodici settimane dall'intervento di fissazione interna di frattura con chiodo endomidollare.
In questo caso il bambino si rannicchia senza problemi; non ha male e quindi sorride anche sotto la maschera.
Questa foto "squat and smile", cioe' "rannicchiati e sorridi" sembra essere un indicatore molto importante di guarigione della frattura.
Insieme a "Sign" stiamo raccogliendo dati su questo semplice test di follow up post-operatorio per i pazienti operati con chiodo endomidollare per fratture di femore o tibia.
Magari in futuro, quando la metodica sara' validata, si potra' usare lo "squat and smile" cone sostituto (almeno parziale) della lastra di controllo che per molti e' ancora molto costosa.A me poi fa molto bene proporre la tecnica ai pazienti, in quanto anche io faccio esercizi e mi mantengo in forma.

Fr Beppe

Gladys

Sto lavorando in ambulatorio e mancano pochi minuti all'inizio della mastectomia in sala. Siccome so che l'intubazione della paziente e la preparazione del campo operatorio prenderanno all'incirca 15 minuti, dico all’assistente di chiamare una paziente esterna per ecografia ostetrica: l'eco ostetrica è la scelta migliore nei casi in cui hai i minuti contati, perchè normalmente la esegui, scrivi il referto, dici due parole di felicitazioni ed incoraggiamento alla mammina, e poi l rispedisci in sala parto o nella clinica prenatale dove un'ostetrica continuerà a prendersi cura di lei.
Con mia sorpresa però, la mia assistente mi informa che la donna è in carrozzina e non può camminare: io penso subito ad una gravida in  avanzata fase di travaglio, magari prossima al parto.
Apro la porta dello studio ed invece mi ritrovo davanti una povera creatura gravemente handicappata sia mentalmente che fisicamente.

martedì 4 maggio 2021

Ah..baby, quanto mi costi

Ann è ricoverata in travaglio per partorire il suo figlioletto primogenito.
E’ giovane e bellissima; alta come una somala, ha una carnagione di un marroncino chiaro; i suoi capelli lunghissimi sono raccolti in fittissime treccine che esaltano le delicate fattezze del suo viso.
E’ stata molto cooperante in sala parto sin dalle prime doglie, ma il suo travaglio ha incontrato alcune difficoltà: la cervice si è dilatata bene fino ai cinque centimetri, ma poi si è inchiodata lì, senza dare segni di voler lasciare che il bimbo fosse partorito.
Le contrazioni continuavano forti e frequenti, ma il travaglio era in una condizione di stallo..da alcune ore eravamo bloccati e non vedevamo progressi sul partogramma.
Il battito cardiaco fetale però rimaneva sempre buono e fortunatamente non dava segni di sofferenza. Inoltre la testolina era molto bassa nel canale del parto, a testimonianza del fatto che non eravamo di fronte ad un ostacolo osseo alla discesa.

lunedì 3 maggio 2021

Il vecchio generatore

Ora che il nuovo generatore e' arrivato e ci permette di coprire i fabbisogni energetici dell'ospedale nelle lunghe ore e giorni interi in cui l'energia di rete manca, pensiamo opportuno anche revisionare ed aggiustare il vecchio generatore che vorremmo usare come backup.
L'idea e' di collegarlo in serie al nuovo generatore e di usarlo in caso di guasto del nuovo, oppure anche in modo regolare, come alternanza tra i due gruppi autogeni per permettere al nuovo generatore di raffreddarsi.
Grazie a chi ci aiutera' in questo nuovo progetto.

Fr Beppe

domenica 2 maggio 2021

La Messa della Domenica

Alle 7.30 di ogni domenica, cercando di rispettare distanziamento sociale e regole anti COVID, ci ritroviamo all'aperto per la santa Messa. Ad essa partecipa tutto lo staff presente, oltre ai pazienti che possono camminare.
La preghiera insieme ci da' forza e ci aiuta a servire i nostri fratelli in difficolta'.

Fr Beppe

sabato 1 maggio 2021

International labour day

Quando e’ festa, per noi e’ sempre peggio degli altri giorni. Bisogna dare i dovuti riposi ai nostri collaboratori, e alla fin fine il lavoro e’ molto piu’ pesante che in un giorno feriale qualsiasi.
E’ successo anche oggi: le piogge stanno rallentando molto, e alle 6 di mattina gia’ il sole faceva capolino.
Gli altri medici sono a riposo, cosi’ come molti altri infermieri e membri dello staff.
La sala operatoria è stata impegnativa anche oggi, ed ancora per la maggior parte ortopedica.
Anche in ambulatorio il lavoro non è mancato.
Adesso comunque ho finito l’ultimo paziente. Osservo l’ambulatorio, ora così silenzioso e vuoto; sono stanco, anche per un paio di chiamate notturne nelle due notti precedenti Trascino i piedi ed ho la lingua impastata a motivo dello sforzo continuo di parlare in Kimeru o Kiswahili durante l’ambulatorio, ma offro tutto al Signore. 
Oggi poi è San Giuseppe, ed è la festa dei lavoratori. Penso quindi che io abbia vissuto la giornata odierna nel modo migliore, in unità con tanta gente sfruttata e stremata da condizioni di lavoro che in molte parti del mondo non sono certo così rosee come in Europa.

Donne

Non le vedi ma le noti…L’osservazione del loro incessante quotidiano e’ nutrimento per la mente che senza tregua ripropone una dopo l’altra le loro immagini…
Le vedi uscire dalla foresta con qualche carico di legna sulle spalle.. ricurve sotto quel peso.. precedute da una piccolina che diventera’ come loro, figlie di una condizione radicata che non da’ loro ne’ giusto peso ne’ giusto spazio…
Piccole lavoratrici educate sin da giovani al “compito della donna”: le vedi portare sciabole taglienti piu pesanti di loro, o tirare a stento un carretto carico d’erba... e ancora, camminare veloci prima dell’imbrunire accanto a qualche fratello mentre riportano a casa il bestiame.
Sono volti di piccole bimbe che richiamano quelli ancor piu’ espressivi e significativi delle madri.. donne che ormai portano i segni di quest’ Africa costruita su tante gocce di sudore che hanno il sapore umano di madri, figlie, lavoratrici, e comunque sempre donne.
Sono loro il volto di questo continente.. sono i loro perenni sorrisi che mascherano uno sguardo che tutto porta con se’.

giovedì 29 aprile 2021

Il Dr Omar Sayid

Dopo due settimane di intenso lavoro ortopedico in sala operatoria, il Dr Omar Sayid e' oggi rientrato a Mogadiscio, dove dirige il dipartimento di ortopedia dell'ospedale universitario.
E' stato a Matiri per imparare a conoscere i segreti della tecnica chirurgica di Sign.
Sono stati giorni di intenso scambio di esperienze e di conoscenze, di amicizia ed accoglienza vicendevole.
Il Dr Sayid mi ha insegnato molto, e spero di aver fatto altrettanto nell'area dell'utilizzo dello strumentaro Sign.
E' un grande onore per me che il Dr Omar sia stato affidato a me per il primo sgrossamento nella tecnica ortopedica di SIGN.

fr. Beppe

mercoledì 28 aprile 2021

Malaria

Negli ultimi anni sono stati fatti molti passi avanti nella lotta alla malaria, che comunque ancora uccide piu' del COVID, almeno nell'Africa Subsahariana.
Il numero dei casi di malaria e' sceso nello scorso decennio.
Il piu' grande contributo da questo punto di vista lo ha certo dato la distribuzione di zanzariere a tutte le donne incinte ed a quelle con un figlio di eta' inferiore ai 5 anni.
Le zanzariere impregnate con piretro hanno fatto un grande lavoro proprio perche' donate alle madri.
E cosi' la fascia di eta' con la mortalita' malarica piu' elevata (i bambini da 0 a 5 anni) e' stata la piu' protetta...perche' le mamme si prendono cura dei figli.
Sono anche arrivati farmaci nuovi dalla Cina (le terapie combinate a base di artemisina), farmaci efficacissimi, rapidi e con effetti collaterali minimi.
Da segnalare che un possibile vaccino antimalarico e' ormai in fase 3 di sperimentazione sia in Kenya che in Ghana.

martedì 27 aprile 2021

Arrivato il nuovo generatore

Non possiamo che ringraziare il Signore per il preziosissimo dono oggi ricevuto a Matiri.
Grazie ai generosi benefattori che hanno pagato questo costoso e necessario dono per l'ospedale.
Il generatore e' nuovo di fabbrica ed arriva direttamente dalla Cina. Sara' ora installato e connesso.
La corrente elettrica e' diventata sempre piu' erratica negli ultimi mesi, con periodi di black out anche di 72 ore continuative.
Altro grosso problema e' il basso voltaggio che non ci permette di usare le macchine.
Il vecchio generatore era insufficiente e soprattutto non automatico. Anche oggi sono rimasto senza corrente per 15 minuti durante una prostatectomia, prima che il generatore fosse attivato manualmente. Anche queste ansie dovrebbero finire con il nuovo, potente generatore.
Grazie ai generosi benefattori che non nomino ma di cui conosco i nomi.
Dio sapra' ricompensare con il centuplo coloro che donano nel segreto.
Grazie!!!

Fr Beppe

lunedì 26 aprile 2021

I pazienti impazienti

In fondo la natura umana e’ la stessa a tutte le latitudini: quelli che chiamiamo i nostri pazienti diventano ogni giorno meno pazienti, e si lamentano sempre; dicono di venir da lontano, di non avere mezzi di trasporto per ritornare a casa, di essere stanchi di attendere, ecc.
Anche oggi, pur avendo lavorato non-stop fino alle ore 22.30, ho dovuto sentire questa canzone a partire dal mattino, e tra me pensavo che davvero l’essere umano rischia di essere incontentabile.
Offriamo a tutti il nostro servizio, seppure onestamente non di eccellenza; eseguiamo in una sola giornata degli esami che anche in Italia vanno prenotati in precedenza con liste di attesa di vari mesi...
Eppure quel che sentiamo sono sempre lamentazioni (siamo lenti, si aspetta per troppe ore per essere visitati, e cosi’ via).
Nessuno poi si rende conto che, se tardiamo a prenderci cura di lui, e’ perche’ ci sono altri problemi o emergenze da qualche altra parte dell’ospedale.

domenica 25 aprile 2021

Le fratture esposte

Sono sempre un grandissimo problema. Ci vogliono mesi anni e parecchi interventi per farle guarire. Si tratta di approcci multidisciplinari, sovente complessi, in cui ti devi destreggiare tra la traumatologia e la chirurgia plastica. Per me la parte piu' impegnativa rimane quella plastica. I lembi sono difficili e sovente falliscono pure.
Solo quando i tessuti molli guariscono completamente, puoi pensare a terapie ortopediche definitive come chiodi endomidollari o placche. I pazienti stanno mesi e mesi in fissatore esterno. Spesso si scoraggiano.
Bisogna inoltre pensare a soluzioni complesse come trasporti ossei con Ilizarov o tecniche con cemento osseo.
Spesso abbiamo successo ma purtroppo non sono rari i casi in cui si finisce con una amputazione.
C'e' chi chiede l'amputazione dall'inizio, normalmente per motivi economici, ma e' un peccato non tentare a salvare l'arto.

Due prostate alla settimana

Nell'ultimo mese ho sempre lavorato un po' sotto pressione nel campo delle prostatectomie. Ho avuto parecchie richieste, ma per motivi di carenze infermieristiche ho potuto fare solo due prostate alla settimana. 
Il problema piu' grande e' l'estremo impegno infermieristico nel post-operatorio. A Matiri non riusciamo a gestire piu' di un lavaggio continuo alla volta.
Per questo programmo la prostatectomia seguente il giorno in cui termino il lavaggio del paziente precedente.
Oggi ne ho fatta un'altra. Il prossimo paziente da operare sara' mercoledi'. I problemi sono molteplici nella gestione di tale intervento: bollire l'acqua per il lavaggio continuo da una parte, ma dall'altra l'estrema attenzione richiesta al personale infermieristico affinche' il catetere non si blocchi, non si formino coaguli e non si vada a finire in una complicazione.

venerdì 23 aprile 2021

Casi difficili

Abbiamo ricoverato un poveretto con un’ernia scrotale incarcerata ed associata ad un idrocele.
Anche in questo caso l’operazione e’ stata un incubo. Non si trattava di un’ernia normale. Era un groviglio di anse abnormi e pesantissime che non si riusciva assolutamente a staccare dalla vaginale del testicolo. Ho avuto dei momenti di panico e di scoraggiamento, anche perche’ il malato e’ parente di un medico di Meru. Poi, sono riuscito a staccare le anse intestinali anomale, ad eseguire l’eversione della tunica vaginale, ed a ridurre il materiale intestinale attraverso la porta erniaria.
La riduzione e’ stata molto difficoltosa perche’ c’erano aderenze e sinuosita’ anormali in quel lungo pezzo intestinale, che comunque ci sembrava vitale e che quindi non abbiamo pensato di recidere.
I problemi di questo paziente sono pero’ iniziati la notte stessa.

mercoledì 21 aprile 2021

Panga

Ieri mattina abbiamo assistito una ragazza “machetata” dal fratello per una questione di eredita’: la panga e’ scesa violentemente sul suo braccio sinistro, ha tranciato arteria e nervo ulnare, muscoli e tendini, per poi fratturare l’ulna. 
E’ stato un lavoro lungo: dapprima abbiamo fermato l’emorragia arteriosa, e poi, con pazienza certosina abbiamo cercato i tendini che nel frattempo si erano retratti parecchio in alto. 
Abbiano fatto la neurorrafia dell’ulnare così come ne siamo stati capaci. 
Anche la frattura era piuttosto scomposta e con pazienza abbiamo tirato e ridotto, apponendo infine i due capi ossei
l’uno sull’altro. Abbiamo scelto un fissatore esterno per la malcapitata, che comunque ora riesce a muovere tutte le dita.
Alle 17 di ieri pomeriggio poi abbiamo ricevuto un caso ancor piu’ mostruoso: ancora una volta si trattava di una donna, vittima di violenza domestica da parte del marito, ed ancora una volta si trattava di “panga”. 

martedì 20 aprile 2021

I tumori

Quando ero studente si diceva che in Africa le neoplasie sono molto rare. Lavorando qui per anni ormai, e facendo esperienza anche in zone ancora piu’ difficili, come per esempio il Sud Sudan, mi sono reso conto che questa affermazione era viziata in partenza.
a) Il primo problema e’ rappresentato dall’abilita’ diagnostica in Africa: pensando a certi villaggi sperduti, alla poverta’ che vi regna, per esempio in Sud Sudan, ma anche in certe aree vicine a noi, e’ evidente come i dispensari locali non abbiano la capacita’ di “trovare” un tumore.
Quasi sempre queste strutture si limitano a poche diagnosi, spesso di natura infettiva. Cio’ da una parte porta ad una sovrastima di certe patologie: ogni forma di febbre per esempio e’ considerata malarica ed ogni diarrea viene curata come amebica o secondaria a tifo addominale.
Dall’altra si perdono per strada le diagnosi piu’ complesse, sia perche’ non ci sono medici nei servizi piu’ periferici, sia soprattutto per mancanza di strumenti diagnostici quali ecografia, TAC, colon o gastroscopia, biopsia. 

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Occlusione intestinale

E' stata una emergenza imprevista al termine di una giornata dura. Il paziente si presentava chiaramente occluso, sofferente, disidratat...