lunedì 6 aprile 2020

Parto distocico al buio

Ieri notte avevo dormito malissimo perchè mancava la luce e siamo sempre molto tesi quando l’ospedale deve funzionare di notte con i soli pannelli solari.
Stavo facendo partorire una donna usando il forcipe, in quanto la testa del feto era ancora un po’ alta; la mamma aveva una cicatrice da pregresso cesareo ed aveva addirittura provato a partorire a casa; inoltre non aveva più forza fisica per spingere.
Proprio nel bel mezzo di questa procedura di per sè molto ansiogena, il sistema solare della maternità ha avuto un problema e siamo rimasti nelle tenebre più assolute.
La mamma fortunatamente è rimasta tranquilla, ma io tremavo: la luce era mancata in un momento particolarmente critico, e cioè mentre ancora avevo il forcipe inserito, e la testa del bimbo era mezza dentro e mezza fuori.
Anche Eunice l’infermiera era impegnata con me: era infatti pronta con le clamp e con le forbici per tagliare il cordone ombelicale.
Sia io che lei dunque non ci potevamo muovere perchè avevamo le mani impegnate.
E’ stato grazie alla luce del mio telefonino che Angela mi ha estratto dalla tasca che abbiamo potuto far nascere quel bambino che ha subito pianto vigorosamente.

domenica 5 aprile 2020

Palm sunday

This year no external celebrations, but in our hearts we are praying so much.
Palm Sunday is very dear to my spirituality and I want to offer you few insights which may be a bit far from what you normally hear in the sermons of the priests.
First of all I think of today as a celebration of the courage of Jesus. He knew what was going to happen but he decided to enter Jerusalem anyway, in order to fulfill his mission and the will of God.
This is the first teaching Jesus is giving me today: not to be afraid; not to be coward, but to go straight to the points we believe in, facing all the unavoidable consequences.
I have always liked the fact that Jesus has chosen to enter Jerusalem on a donkey.
He knew to be King; in fact he has not refused the acclamations of the people. But he has not chosen a horse to ride on as kings or the Romans were doing. He has decided for a very humble and meek animal, in order to give us a lesson on humility. So the second message I get today is to be humble.
And then, when I look at those crowds chanting at him, I wonder what has happened to them just four days later. 

sabato 4 aprile 2020

Buona settimana Santa

Finisco ora in sala e sono le 23.30. Vorrei scrivere molto ma ho le idee confuse a causa della stanchezza.
Vi mando un abbraccio virtuale all"inizio di questa settimana santa in cui accompagnamo Gesu' alla croce. 
E' una settimana santa particolare quest'anno. Non ci sono funzioni. Siamo sotto la continua minaccia derivante dalla pandemia. Abbiamo cosi' tanti morti a cui pensare e per cui pregare.
Una settimana santa quindi carica di croce e di lacrime per tutta l'umanita'. Una settimana santa impregnata di angoscia e paura.
Ma pensiamo che dopo il venerdi" santo arriva anche la domenica di Pasqua. Ora siamo tutti sulla croce ma abbiamo fede e speranza che ci rialzeremo e con Gesu' risorgeremo.
Buon cammino di preghiera e di resistenza in questo momento durissimo.

Fr Beppe

venerdì 3 aprile 2020

Che frustrazione!

Era stata operata cinque giorni fa in emergenza a motivo di una occlusione intestinale.
Le sue condizioni erano pessime già allora.
Abbiamo scoperto che era HIV positiva appena prima di entrare in sala, ma la malata non ne sapeva nulla e quindi non era in terapia antiretrovirale. 
Questo puntava ovviamente ad uno stato immunitario molto compromesso.
Infatti, anche a vederla in faccia, appariva emaciata, febbrile e molto sciupata, nonostante la giovane età.
In sala abbiamo trovato una situazione molto complicata: le anse del tenue erano enormemente dilatate a causa di un tumore sulla valvola ileo-cecale. Abbiamo dovuto fare una amputazione del cieco ed una anastomosi ileocolica.
Era però risultato impossibile richiudere la parete addominale a causa dell’enorme distensione del piccolo intestino.
Bisognava cercare di mungere il contenuto del viscere verso lo stomaco, dove un sondino nasogastrico lo avrebbe drenato fuori.

giovedì 2 aprile 2020

Nuova donazione da Sign

Ancora una volta esprimo la mia sincera riconoscenza a SIGN che mi coccola e mi aiuta in maniere sempre nuove.
Considerato il grande numero di fratture esposte con cui mi trovo a lottare, oggi sono riusciti a farmi avere dei fissatori esterni che mi permetteranno di stabilizzare l'arto in attesa della guarigione delle parti molli e prima della fissazione interna con chiodi o placche.
E' stata un bella sorpresa perche' avevo finito i fissatori completamente con un paziente che ho cercato di aiutare ieri.
La Provvidenza arriva sempre al momento giusto.
Sul fronte coronavirus qui a Matiri ancora non abbiamo casi, ma in Kenya i positivi sono gia' piu' di cento. Oggi i positivi sono aumentati di 29 unita'.
Dobbiamo essere molto vigilanti e continuare a pregare.

Fr Beppe

Campagna #GoGetFunding

Da qualche giorno è stata avviata una campagna #GoGetFunding per supportare Fr. Beppe Gaido nell'emergenza COVID-19 che ora colpisce le aree più povere e mal servite del mondo, come Matiri.

Il #crowdfunding è accessibile al seguente link: https://gogetfunding.com/brother-beppe-fighting-covid-19-in-matiri-kenya/
Le donazioni possono essere effettuate con PayPal, carta di credito/debito e bonifico bancario. 
La raccolta è in USD ma la conversione viene effettuata automaticamente, indipendentemente dalla valuta utilizzata.
E' possibile condividerla con la propria rete di amici e su qualsiasi social network/media da te utilizzati.

GRAZIE PER IL TUO CONTRIBUTO!
Grazie a #FrBeppeGaido per la sua continua e instancabile opera di aiuto.



martedì 31 marzo 2020

250 chiodi di Sign

Nell'ospedale di Matiri finora ( da metà luglio ad oggi) abbiamo inserito 250 chiodi endomidollari che abbiamo donato in modo gratuito ad altrettanti pazienti, grazie alla generosità di Sign.
Sono 250 pazienti alettati che ora camminano e sono tornati alle loro attività. Si tratta di femori per il 65 per cento e di tibie per il 30 per cento. La percentuale rimanente è di omeri.
A questi numeri si devono aggiungere le moltissime fratture che necessitavano di placche e viti o di fili di Kirshner, per le quali pure abbiamo donato l'infisso gratuitamente grazie alla generosità del gruppo di Bologna ed il particolare del Dr Prosperi.
Numeri grandi quelli della traumatologia, e liste di attesa infinite!
Questa sera, tra le 17.30 e le 20, abbiamo ricoverato ben 7 fratture che ora cercheremo di operare e tamponare al più presto.
La pandemia mondiale mi rende tutto più difficile anche in questo settore, in quanto non arrivano più gli infissi nè dagli USA nè dall'Italia.
Ma voglio rimanere positivo ed ottimista...qualcosa succederà per non farmi stare senza.
Intanto sul fattore pandemia il Kenya è a 59 positivi testati.

lunedì 30 marzo 2020

Viva l'Albania!

Sono affettivamente legato a questa piccola nazione da quando negli anni 80 e 90 lavoravo con i senza fissa dimora. Ho incontrato tanti Albanesi che dormivano sulle panchine ed a cui portavamo da mangiare. 
Ho tantissime storie nel cuore ma una non me la dimentichero' mai.
Una ragazza albanese, con cui sono ancora amico, aveva partorito in un vagone del treno su un binario morto alla stazione di Porta Nuova. 
L'avevamo trovata intirizzita insieme al marito ed alla nuova creatura. Avevano fame e tutti i giorni temevano di essere mandati fuori dal vagone dalla polizia ferroviaria.
Le abbiamo dato una casa ed un lavoro e pian piano e' riuscita ad inserirsi in Italia, mandando anche soldi alla sua famiglia in Albania.
Tanti allora guardavano agli Albanesi con sospetto e diffidenza. Erano poveri e la loro vista spiacevole.
Ed ora guarda cosa succede: loro vengono "motu proprio" ad aiutare l'Italia in questo momento.

domenica 29 marzo 2020

In prima linea - Intervista Radio Vaticana - Conduce Luca Collodi


Pandemia da Covid: la storia di un medico  missionario italiano in Kenya al servizio dei poveri.


"La mia stella polare, la mia forza, la mia motivazione è credere che nel povero io servo Gesù", afferma Fratel Beppe Gaido, medico esperto di Malattie Infettive italiano e religioso in Kenya. 

"La vita sta cambiando anche qui. 
Nell'ospedale dove lavoro, il Sant'Orsola di Materi, che serve una regione rurale, abbiamo allestito un piccolo reparto di isolamento dove ricoverare i casi sospetti. 

Ma intanto continuiamo a lavorare anche per tutte le altre patologie che affliggono la nostra gente". 
"C'è paura.  Le mascherine non ci sono e non abbiamo in ospedale ventilatori polmonari. Da giorni abbiamo sospeso le visite dei parenti per ridurre la congestione e il rischio contagi. 
Se anche qui arriveremo al lock down, molte persone povere che lavorano a giornata e mangiano quello che guadagnano ogni giorno, non avranno da mangiare". 

Con noi: 
Fr. Beppe Gaido, medico torinese, religioso dei Fratelli di San Giuseppe Cottolengo, da 22 anni in Kenya. Per 21 anni direttore del Cottolengo 'Mission Hospital' di Chaaria. Da alcuni mesi al servizio del 'Sant’Orsola Hospital' di Materi della Diocesi di Meru (Kenya).

Conduce: Luca Collodi 


Clicca qui per ascoltare l'intervista integrale a Fr. Beppe Gaido 
(la specifica partirà dal sesto minuto in poi)




Cosa impareremo?

Nessuno poteva aspettarsi una situazione tale in Italia e nel mondo intero.
Anche nel campo della medicina ci focalizzavamo molto di più sui nuovi successi, sulle nuove scoperte terapeutiche. Sembrava che pian piano avremmo trovato la soluzione a quasi tutti i problemi di salute.
Ora il COVID 19 ha messo in ginocchio il mondo intero. Anche le Nazioni con i migliori sistemi sanitari sono allo stremo.
Ci sentiamo confusi, non sappiamo quando finirà, non sappiamo se ci ammaleremo o meno...ed in questo caso, se ce la faremo o meno.
Tutti i giorni ascoltiamo le notizie con la speranza che i contagi ed i morti diminuiscano, ma finora non sembra che abbiamo raggiunto il trend discendente. 
Ci illudiamo per due o tre giorni, ma poi piombiamo nella disperazione quando i numeri risalgono.
La pandemia ci ha certo insegnato che siamo fragili, che non siamo in controllo totale della nostra vita e del nostro futuro. Ci ha fatto conoscere che la medicina può ancora essere sconfitta dalla malattia.
Come cristiano a me insegna a pregare di più, a chiedere aiuto a Dio perchè mi sembra che da soli non ce la possiamo fare.

venerdì 27 marzo 2020

Conosco l'impotenza

In 23 anni di Africa questa sensazione l'ho provata così spesso!
Ricordo le frotte di bambini portati sulle spalle dalle mamme.
Venivano quasi tutti quando era troppo tardi ed il nemico subdolo ed invisibile che li stava portando via era la malaria. 
Non potevamo trasfondere allora. I bimbi avevano 4 grammi di emoglobina e noi potevano solo dare loro del ferro per bocca, che comunque vomitavano a
causa della malaria. Quanti ne ho visti morire davanti ai miei occhi, quanti poi ho anche sepolto, senza avere gli strumenti per salvarli.
Senso di impotenza e di inutilità che spesso provo ancora oggi.
Quante persone ho visto morire nelle due epidemie di colera. Non avevamo fluidi endovena a sufficienza e sovente li vedevamo spegnersi sulle nostre brandine da campo. Normalmente erano giovani e forti, ma soccombevano in meno di 24 ore, spesso ancora prima che riuscissimo ad incannulare le loro vene collassate.
Poi ci sono stati gli anni della grande lotta contro l'HIV. All'inizio non avevamo neppure i test e dovevamo solo sospettarlo clinicamente.

giovedì 26 marzo 2020

31 casi

Anche qui il COVID 19 aumenta ed oggi ci sono 3 nuovi casi confermati.
Siamo ora a 31 casi in Kenya.
Da ieri in Kenya gli aeroporti sono chiusi.
Da domani coprifuoco notturno.
La vita cambia anche qui.
Oggi abbiamo allestito un piccolo reparto di isolamento dove ricoverare i casi sospetti.
Per ora non abbiamo notizie chiare su come fare per accedere ai tamponi.
C'e' panico, anche se i casi sono pochissimi rispetto all'Italia.
Anche qui la vita e' cambiata e ci aspettiamo che peggiori.
Noi intanto continuiamo a lavorare anche per tutte le altre patologie che affliggono la nostra gente. La sala operatoria continua il suo servizio ininterrotto.
Preghiamo gli uni per gli altri.

Fr Beppe


mercoledì 25 marzo 2020

Coronavirus

I casi sono ora 18 provati in Kenya.
Io credo che ce ne siano molti di più ma che non riusciamo a testarli.
Da due giorni abbiamo sospeso le visite dei parenti in ospedale per ridurre la congestione.
Le mascherine in ospedale sono finite e non se ne trovano più in Kenya. Le stiamo preparando noi in sartoria ed ogni membro dello staff alla sera dovrà lavarsi la sua a casa. Le facciamo in doppio strato di tessuto sperando che serva a qualcosa.
Per ora non abbiamo casi sospetti in ospedale. io lavoro tranquillo, come sempre.
Stasera a mezzanotte chiuderanno gli aeroporti in Kenya e da venerdì ci sarà il coprifuoco. Non si potrà uscire dalle 19 alle 5 del mattino. La polizia sarà incaricata di controllare l'attuazione del coprifuoco.
Se anche qui arriveremo al lock down, molte persone che lavorano a giornata e mangiano quello che guadagnano ogni giorno, non avranno da mangiare.
Comunque per ora non ci sono morti ed il primo paziente positivo è stato dimesso.

martedì 24 marzo 2020

Accoltellamento serale

Sono le 18.30 ed avrei davvero bosogno di staccare un attimo.

E' da stamattina alle 8 che corriamo, ed anche la pausa pranzo è stata di 5 minuti.
Mentre già penso di potermi rilassare un attimo prima di andare a pregare, vengo chiamato in ambulatorio; chi richiede la mia presenza ha la faccia tesa e l'espressione del viso alquanto scossa: "Beppe, vieni che ci sono emergenze!"
Naturalmente non mi faccio attendere. Nello studio dei clinical officers mi ritrovo davanti due persone insanguinate che giacevano in barella in preda ad un forte dolore. Sono entrambi ubriachi, e, sotto i fumi dell'alcool, si sono accoltellati a vicenda.
Il vecchio è quello che se l'è vista più brutta: ha una pugnalata nel bel mezzo dell'addome, proprio in regione ombelicale, e dalla ferita fuoriescono abbondantemente le anse intestinali.
Il giovane piange dal male, ma onestamente è meno grave: si è preso una coltellata sulla coscia che obiettivamente ha leso solo il muscolo e non ha interessato vasi sanguini, ed una ferita da taglio sul braccio, che comunque lui riesce a muovere bene.

lunedì 23 marzo 2020

Coronavirus anche qui

Siamo ormai a 16 casi positivi in Kenya.
Gli ospedali sono in allerta, ma la situazione è molto problematica.
Non abbiamo neppure mascherine a sufficienza.
Ventilatori credo solo 4 in tutta la Contea.
Medici anestesisti nessuno, solo infermieri specializzati in anestesia (e anche pochi) .
Io continuo a lavorare come al solito, con l’ospedale pieno e tanti malati, con sala operatoria in overbooking e stanze di degenza affollate.
Abbiamo posto punti di lavaggio delle mani prima di entrare in ospedale.
Abbiamo ridotto al minimo il numero delle persone ammesse nell’orario di visita.
Ma resta il fatto che non possiamo fare i test, che non abbiamo ambienti di isolamento.
Oggi per esempio ho fatto due lastre del torace che mi sembravano proprio suggestive di tubercolosi ed ho messo i pazienti in terapia.
Certo, mi rimane sempre la paura che non sia solo TBC, perchè i sintomi del coronavirus sono molto simili.
Ho visto stasera un servizio di Sky Tv, girato all’ospedale di Bergamo. Impressionante e molto duro da guardare anche per me!

domenica 22 marzo 2020

Lavoro duro

In comunione ideale con i colleghi che in Italia lottano senza tregua per contrastare l'emergenza, anche noi ieri e stamattina abbiamo avuto una maratona ospedaliera davvero dura, impegnativa e logorante.
Ieri in ospedale dalle 8 di mattina alle 10 di sera per far fronte ad un numero crescente di pazienti con fratture e di emergenze varie.
Ieri anche appendicite acuta in una bambina e due cesarei davvero urgenti.
Di guardia di notte, come sempre
Anche stamattina la sala è aperta ed abbiamo vari casi pediatrici che non possiamo posticipare, perchè urgenti.
Poi c'è la visita in reparto che alla domenica docca a me.
Anche qui affrontiamo lo stesso problema di stanchezza e logorio, con orari di lavoro infiniti, con pause pranzo di 5 minuti, con una assoluta carenza di personale. 
Ormai i malati ricoverati sono in media un centinaio...ed a Matiri siamo solo in due medici.
Gli interventi chirurgici dall'inizio del mese sono già 91, e normalmente sono il solo ad operare, con l'eccezione del sabato in cui abbiamo la dottoressa Apophie.

sabato 21 marzo 2020

Momento buio per l'Italia

So benissimo che per i miei lettori è difficile continuare a leggere le mie storie su pazienti africani in un momento in cui la gente in Italia continua a morire e ad ammalarsi.
Mi rendo conto che la vera emergenza ora sia in Italia, con rianimazioni al collasso, con ospedali che non ce la fanno più; con medici, infermieri e laboratoristi stremati e sempre in pericolo.
Ho visto anche io su internet le colonne dei camion militari che portavano via le salme da Bergamo.
Ho ascoltato le testimonianze di pazienti isolati, soli fino alla morte, con il disperato ed inutile desiderio di vedere i loro parenti.
Immagino l’angoscia di questi figli che non potranno neppure accompagnare i loro genitori al cimitero.
Anche io temo per la mia famiglia che è in Italia, ed in qualche modo vivo e soffro questo “lock down” che non mi permette di tornare in Italia: anche io quindi temo, prego, mi deprimo, con la certezza che vivo in una realtà separata ed ora in qualche modo ancora più lontana ed isolata.

giovedì 19 marzo 2020

Le nostre lotte

Per ora il nostro impegno per le fratture continua ininterrotto. 

E' una vera e propria ecatombe, soprattutto a causa dei mitocicli.
Ma noi ci siamo sempre.

Fr Beppe


mercoledì 18 marzo 2020

Le morti che non riusciamo ad evitare

"Come si chiama il paziente appena arrivato in reparto e deceduto subito dopo?".

"Onestamente ero in sala e non so neppure di cosa tu stia parlando", ho risposto.
"E' arrivato gravissimo. I parenti lo hanno abbandonato su una barella e se ne sono andati, e lui è morto prima ancora che gli prendessero una vena; non sappiamo neppure come si chiama".
"Non so come aiutarti, se non chiedendo agli infermieri in ambulatorio chi abbia da poco ricoverato un maschio adulto in condizioni gravissime".
Non è stato così difficile accertare.
La cartella era ancora in accettazione...ecco perchè non la trovavamo.
Il clinical Officer ha sia riconosciuto il cadavere che abbinato a lui la cartella clinica.
Sono così venuto a sapere che si trattava di un coma iperglicemico in un individuo che non era al corrente di essere diabetico.
Gli era stata fatta la prima somministrazione di insulina in ambulatorio, con l'idea di continuare in reparto con esami e terapie del caso.
Non so se avremmo potuto fare di meglio!
Sono passati pochi minuti dal ricovero al decesso.
Riposa in pace mio sfortunato paziente!

Fr Beppe


martedì 17 marzo 2020

Spero che non arrivi il coronavirus

A Matiri sarebbe un vero disastro.
Sovente manca l'acqua, anche in ospedale.
Non e' raro che il sapone sia una merce rara...anche se da alcuni giorni abbiamo sapone in tutti i dipartimenti.
Abbiamo solo pochissime bombole di ossigeno che normalmente servono per il ventilatore in sala operatoria...anche oggi due anestesie generali ed altrettante domani. 
In reparto quello che abbiamo sono due concentratori di ossigeno...e niente piu'. 
Se gia' 3 pazienti avesse bisogno di ossigenoterapia, non ce la faremmo.
Letti di isolamento nessuno, anche se potremmo chiudere una parte del reparto ed adibirlo a tale.
Abbiamo due monitor per la sala risveglio ma solo un anestesista che saprebbe intubare.
I posti in rianimazione sono lontani e non piu' di 4 o 5 in tutta la contea.
Spesso ci mancano le mascherine anche in sala e dobbiamo usare i telini verdi a triangolo...come i banditi dei film western.
Soffriamo poi di una cronica penuria di farmaci per la rianimazione...adrenalina ed atropina per esempio.
Il sangue da trafondere lo abbiamo rarissimamente e da due settimane non ne abbiamo neppure una goccia.
A tutto questo si aggiunga la fobia che da qualche giorno si e' impadronita del Paese e che sicuramente non e' minore tra il personale sanitario...non so se gli infermieri ed i clinical officer non scapperebbero!

POST IN EVIDENZA

Parto distocico al buio

Ieri notte avevo dormito malissimo perchè mancava la luce e siamo  sempre molto tesi quando l’ospedale deve funzionare di notte con i  soli...