sabato 29 febbraio 2020

Il linguaggio dei gesti

Sono arrivati da Marsabit, portandomi la figlia diciottenne.
Nessuno di loro parla Kiswahili, ma solo il Rendille.
La ragazza ha una grossa massa al seno di destra: considerato che ha solo diciotto anni, speriamo che non sia maligna, ma è in effetti così grossa che l'istologico lo faremo per sicurezza.
In qualche modo riusciamo a comunicare con questi genitori: il linguaggio dei gesti è quello che ci aiuta di più.
Decidiamo che la mamma sarà ricoverata insieme alla sua ragazza per aiutarla nel post-operatorio, mentre il papà (che qualche parola di Kiswahili la conosce) dormirà in un albergetto vicino all'ospedale, in caso avessimo bisoggno di lui per comunicare con le sue donne.
Prepariamo la ragazza per l'intervento.
E' un peccato doverle chiedere di sacrificare le collane che ha al collo: sappiamo infatti che per una donna Rendille queste collane rappresentano molto, che ogni anno se ne aggiunge un giro e che non si devono togliere per tutta la vita. 

venerdì 28 febbraio 2020

Lezioni di fede

Oggi in ambulatorio incontro un anziano signore musulmano che ricordo molto bene.
Viene da lontanissimo, da North Horr, vicino al lago Turkana...per arrivare ci vuole un viaggio tremendo su strade sterrate, un viaggio che può durare anche tre giorni.
Lo vedo seduto pazientemente in ambulatorio mentre sgrana il suo rosario islamico.
Mi sorride.
Credo che abbia capito che mi ricordo di lui.
Rispondo al sorriso, e gli chiedo subito come sta. Poi vado al sodo immediatamente e gli domando notizia del suo paziente.
Mi ha detto: “è qui fuori, ed abbiamo ricevuto l’esame istologico”
Qualcosa non mi quadra.
L’esame istologico del paziente che intendevo era arrivato da tempo ed era maligno.
Lo chiamo in ambulatorio, gli dico di accompagnarmi il paziente, e mi rendo conto che lui sta parlando di sua figlia che in effetti avevo operato di laparatomia.
La ragazza fortunatamente sta bene, ed il risultato bioptico è incoraggiante: si tratta di tubercolosi peritoneale.
Meno male che non è un tumore! Dalla tubercolosi si guarisce, ed i farmaci ce li abbiamo!
Ma io non sono soddisfatto e gli chiedo ancora: “oltre a tua figlia, tu eri qua anche con un giovane che era addirittura un Iman nella tua comunità. 
Lo avevamo operato due volte per un tumore addominale, e poi lui aveva chiesto di essere dimesso prima di un terzo intervento perchè si sentiva esausto...aveva rifiutato decisamente la possibilità di tornare in sala...come sta lui?”

giovedì 27 febbraio 2020

Accompagnamento alla morte

Era abbastanza anziana per i nostri standard: aveva 54 anni...e quindi più giovane di me.
L'avevo visitata per un sanguinamento mestruale iniziato alcuni anni dopo l'instaurarsi della menopausa, ed avevo trovato, come purtroppo spesso accade, un carcinoma della cervice uterina così avanzato che di chirurgia non se ne poteva proprio più parlare.
Il mio primo dovere era stato quello di dirle la verità: ci credo molto a questo aspetto basilare del rapporto medico-paziente. 
La verità va detta, con delicatezza e senza brutalità, ma assolutamente va detta: quando il paziente conosce la sua condizione la smette di rivolgersi a medici affamati di soldi che promettono guarigioni improbabili con farmaci miracolosi, costosissimi e privi di basi scientifiche. 
La verità difende anche quindi le magre finanze del malato e lo aiuta a stabilire le sue priorità per il tempo che ancora gli rimane da vivere: spesso quei soldi che sarebbero stati divorati da medici-avvoltoi, potranno essere usati per esempio per sistemare e terminare il curriculum scolastico dei figli. 

mercoledì 26 febbraio 2020

Il nostro impegno formativo

Continua il nostro impegno formativo. 

Questa settimana due lezioni, martedi' e giovedi'. 

Grande impegno nella preparazione ma grande partecipazione del personale.

Anche con la formazione possiamo far crescere questo posto.

Fr Beppe


martedì 25 febbraio 2020

Il lavoro dei volontari del gruppo AVI Montebelluna

Le foto parlano da se'. 

E' un momento di grandissimo impegno da parte dei volontari dell'AVI, per apportare significativi miglioramenti edilizi alla struttura ospedaliera. 

Si lavora su piu' fronti per offrire servizi igienici migliori, per completare pian piano il reparto chirurgico, per migliorare la sala operatoria ed anche per offrire materassi nuovi e confortevoli ai nostri pazienti.

Ringrazio di cuore Sandro, Giancarlo e Lucia.

Fr Beppe

lunedì 24 febbraio 2020

Un grande successo

Antonina ha 15 anni e fa la prima superiore in una scuola del Tharaka.

E’ arrivata in ospedale con una storia di dolore addominale da due giorni, associato a vomito e ad un alvo chiuso alle feci ed ai gas.
La palpazione addominale era chiaramente peritonitica ed anche l’emocromo puntava nella stessa direzione.
Il test di gravidanza era negativo.
Onestamente mi aspettavo una appendicite complicata e sono entrato in sala a cuor leggero.
Aprendo la pancia ho però notato una grossa matassa di visceri completamente necrotici.
Era difficile anche capire di cosa si trattasse e ci ho messo un po’ a rendermi conto che era un caso di volvolo complesso che coinvolgeva il sigma ed una lunga matassa ileale.
Mi ci è voluto molto tempo a districarmi in quel disastro, ed alla fine ho dovuto fare una estesa resezione intestinale che coinvolgeva il sigma ed una settantina di centimetri di intestino tenue.
Ho dovuto fare un’anastomosi ileocolica e poi optare per una colostomia temporanea sul discendente.
Antonina è rimasta in condizioni critiche per vari giorni, ma oggi l’ho dimessa: sorridente, serena ed in grado di mangiare.
Tra quattro mesi chiuderemo la colostomia temporanea e ricanalizzeremo l’intestino. Per Antonina ricomincerà allora una vita normale.
Saranno mesi duri per lei, anche se potrò aiutarla con delle sacche da colostomia che ho ricevuto in donazione.

domenica 23 febbraio 2020

Il veleno del gossip

In questi giorni la lettera di San Giacomo ci ha aiutati a riflettere sulla lingua, che è un piccolo organo nel corpo umano, ma può fare tantissimi danni.
La lingua, dice San Giacomo, è quell’organo con cui benediciamo Dio e poco dopo malediciamo il fratello.
Parole dure ma estremamente vere!
Ne ho avuta conferma anche questa settimana.
Ho ricoverato una persona conosciuta per una lunga frequentazione di amicizia.
Era incinta al sesto mese ed aveva contrazioni pretermine.
Mi sono preso molta cura di lei perchè conosco la sua terribile storia ostetrica: non ha infatti un figlio vivo, ma ha avuto quattro aborti precedenti.
Purtroppo le cose non sono andate come speravo ed anche questa volta abbiamo avuto una morte endouterina.
Ovviamente è stato durissimo consolare lei ed il marito, che è stato molto vicino alla paziente durante tutto il ricovero.
Il marito infatti l’ha accompagnata in ospedale con il matatu. Poi è venuto a trovarla tutti i giorni e ieri è venuto a prenderla con grande affetto. Mi ha fatto tanta tenerezza quest’uomo che anche andando a casa mi ha pregato di aiutarli ad avere almeno un figlio vivo.

sabato 22 febbraio 2020

Sign fracture



La convivenza

Oggi vorrei parlare della convivenza tra i volontari.
Ci sono differenze di eta', di cultura e di nazionalita'. 
Ci sono anche posizioni spirituali e motivazionali molto differenti.
E' ovvio quindi che non sia facile vivere insieme.
Io credo comunque che sia importante cercare l'armonia e la pace, al di la' dei propri caratteri e dei propri sbagli.
Se capitano degli screzi bisogna saperci perdonare, metterci una pietra sopra, ricominciare con coraggio, umilta' e cuore libero.
I litigi tra i volontari non portano a nulla di buono, se non disagio nel gruppo e divisioni, a volte insanabili.
Uno degli aspetti importanti del volontariato e' certamente quello di saper vivere insieme, accettando gli altri per quello che sono, perdonandoci a vicenda e ricominciando sempre dopo ogni caduta.
Non e' bello e non e' facile arrivare in camera alla sera o in refettorio ed avere persone che non parlano con te.
Questo e' un appello che rivolgo a tutti i volontari che si preparano a venire da noi: e' importante lavorare per i malati e per i poveri, ma e' altrettanto importante vivere bene insieme, non avrere tensioni e cercare di creare armonia.

venerdì 21 febbraio 2020

Cronica carenza di sangue

In questo periodo la pediatria è piena, e molti bambini hanno forme gravissime di malaria che provocano anemizzazioni severe ed assai rapide. 
Non è infrequente ricoverare un bimbo con 1.8 grammi di emoglobina. E' chiaro che la trasfusione è la sua unica speranza di vita.
Anche la maternità è un altro settore dell'ospedale dove l'anemia è di casa: da una parte le nostre mammine sono già abbastanza anemiche di base; dall'altra la gravidanza stessa provoca un peggioramento della condizione; inoltre è risaputo che le donne gravide sono più suscettibili alla malaria che a sua volta causa splenomegalia ed anemizzazione.
Non è infrequente aver bisogno di sangue nel puerperio, soprattutto quando si verifica la temibile complicazione della emorragia post-partum. 
Sovente poi dobbiamo trasfondere dopo il cesareo, che abbiamo affrontato in emergenza con una emoglobina di partenza attorno ai 6 grammi. 

giovedì 20 febbraio 2020

Fratture pelviche

Si tratta di una chirurgia molto avanzata e complessa. 

Nello stesso tempo sta diventando una emergenza sempre piu' frequente con i numerosi traumi della strada.

A Matiri ci stiamo aprendo anche a questa nuova area delle problematiche ortopediche, grazie alla collaborazione con il Dr Oluoch di Embu.

Oggi abbiamo operato una frattura instabile della pelvi. Tre ore e mezza di intervento. 

Due placche ed una vite per fissare la complessa frattura.
Ma speriamo che questa persona possa ritornare a camminare.

Fr Beppe

mercoledì 19 febbraio 2020

Brian

La sua è una storia tristissima.
Bimbo di 12 anni che però pesava quanto uno di 5.
Orfano e proveniente da una famiglia poverissima in cui si prendeva cura di lui solo una nonna anziana.
HIV positivo ormai in stadio avanzatissimo.
E' stato ricoverato a Matiri per 4 mesi.
Non potevamo dimetterlo, sia per le gravi condizioni di salute e sia anche per il fatto che la nonna candidamente ci aveva detto che a casa non aveva cibo per Brian e che lo avrebbe lasciato morire di fame.
La sua condizione era molto complessa. 
Non riusciva assolutamente a deglutire, pur con una gastroscopia negativa. 
Aveva anche la tubercolosi. Da tempo era alettato e le gambine erano atrofizzate.
Per nutrirlo e dargli le medicine, siamo ricorsi al sondino nasogastrico, ma nonostante questo Brian, sempre completamente cosciente, ha sviluppato una progressiva e gravissima denutrizione, oltre a grosse piaghe da decubito.
Devo dire che lo staff si è preso molta cura di lui fino all'ultimo momento.
Oggi brian è volato in cielo.
Ha smesso di soffrire ed è in Paradiso con i suoi genitori.
Preghiamo per lui e gli auguriamo la felicità che non ha mai conosciuto su questa terra.

Fr Beppe


martedì 18 febbraio 2020

Tutti molto impegnati

Mentre Sandro e Giancarlo ci stanno regalando i nuovi servizi igienici ed il tetto del nuovo reparto, Lucia lavora da mattino a sera per rivestire di nuova tela cerata i materassi dei reparti.

Gigi da parte sua ripara le ossa e mi aiuta in sala.

Grazie alla Associazione AVI Montebelluna.

Insieme a loro abbiamo anche Matteo e Silvia, due infermieri della Associazione AIUTANDO NEL MONDO. Anche loro lavorano in sala operatoria con me.

Con gioia ho accolto a Matiri anche Ela e Kuba dalla Polonia. La dottoressa Ela lavora in reparto e Kuba aiuta nel settore sterilizzazione.

Un bel gruppo di volontari ed uno spirito di grandissima collaborazione.

Fr Beppe


lunedì 17 febbraio 2020

Successo chirurgico

Antony si presenta in condizioni pessime.
Ha gli occhi infossati e suda freddo.
La palpazione addominale e’ chiaramente suggestiva di peritonite. 
La diagnosi viene ulteriormente supportata dalla leucocitosi neutrofila all’emocromo. 
L’ecografia poi conferma l’ipotesi, indicando anse intestinali paralitiche e dilatate, ed una notevole quantita’ di fluido libero in peritoneo.
Abbiamo quindi optato per aprire quella pancia: dapprima ci siamo trovati di fronte solo ad un quadro estremo di peritonite, con abbondante materiale biliare e alimentare in cavita’ addominale. 
Dopo aver aspirato generosamente, ci siamo resi conto che tutta la matassa intestinale era estremamente eritematosa e dilatata; inoltre era avvolta da aderenze e fibrina che contribuivano al quadro occlusivo.
Il problema era che non riuscivamo a trovare il buco da cui tutta quella porcheria usciva… pensavamo ad una perforazione ileale da tifo (da noi relativamente frequente), ma le anse erano integre, seppur molto sofferenti.
Pero’, staccando le aderenze con calma, siamo lentamente arrivati alla zona sotto-epatica, ed abbiamo visto la causa della peritonite: si trattava di un’ulcera duodenale perforata.

domenica 16 febbraio 2020

Domenica a Matiri

Fortunatamente non ci sono state chiamate notturne ieri notte.

Dormire stanotte è stata una manna dal cielo, in un periodo particolarmente difficile.
La Messa domenicale con gli ammalati è stata commovente come sempre: mi piace davvero tanto che la mia Eucaristia sia con quei malati per cui mi spendo tutti i giorni, con cui soffro e per cui anche gioisco.
A Messa con loro, li ricordo tutti e prego soprattutto per quelli che non stanno andando tanto bene: oggi ho a cuore particolarmente un bambino che sta facendo molta fatica a tirarsi su nel post-operatorio.
Più volte nella preghiera ho chiesto al Signore di restituire alla salute completa quella povera creatura. 
Ho pensato anche alla sua mamma che dorme con lui in pediatria e che mi guarda con occhi speranzosi e spaventati nello stesso tempo.
Prego anche per tutti quei casi di fratture esposte che sono in questo periodo la mia vera croce, il mio assillo e la principale causa di notti insonni anche quando non vengo chiamato.
Dopo la preghiera abbiamo iniziato la nostra attività domenicale in reparto. 

sabato 15 febbraio 2020

Fibromi uterini

Sono frequentissimi nelle donne africane.

Il King, mio testo base di riferimento per la chirurgia da campo, asserisce che a 29 anni di età, il 95% delle donne africane ha almeno un fibroma.
E' frequentissimo per esempio trovarli come reperto casuale durante un cesareo, o nel corso di un'ecografia pelvica fatta con indicazione diversa.
Ma il vero dramma è che a volte i fibromi si formano molto prima della data indicata dal King, ed in numero estremamente elevato.
A volte visito donne giovanissime, magari non ancora sposate o nei primissimi anni del matrimonio che presentano situazioni disastrose: sabato abbiamo operato una ragazza appena sposata la quale era venuta in ospedale per emorragie importanti. 
Lei pensava che si trattasse di un aborto spontaneo, ma l'ecografia ha documentato un utero enorme e ripieno di almeno una quarantina di fibromi. 
L'organo aveva perso completamente la forma anatomica ed appariva mostruoso a causa dei fibromi.

venerdì 14 febbraio 2020

Un grande impegno per aiutarci

Da oltre un mese le associazioni Amici di Matiri, Un ospedale per Tharaka ed AVI Montebelluna stanno lavorando con noi per aiutarci a far rinascere l'ospedale.

Al momento l'impegno del Gruppo AVI e' rivolto principalmente al settore edilizio dove gli amici stanno ristrutturando i bagni e le docce, e rifacendo il tetto del nuovo reparto chirurgico.

L'impegno dei volontari si estende anche alla sartoria dove stanno rivestendo i materassi dei pazienti con tela cerata.

I volontari non solo offrono il loro lavoro, ma anche i soldi necessari a tali miglioramenti.

Siamo loro estremamente grati.

Fr Beppe

giovedì 13 febbraio 2020

Le lezioni del dr. Prosperi

Questa mattina abbiamo avuto la prima di tre letture magistrali da parte del Dr Prosperi che ci ha intrattenuto sulla fisiologia ossea e sulla definizione di frattura e di osteosintesi.
Con lui abbiamo anche rivisitato i meccanismi di guarigione delle fratture. 
Sembrava di essere tornati in universita'!
Complimenti a Gigi Prosperi per la lezione molto densa e per l'Inglese fluente.
Il personale ha molto gradito questa lezione che e' stata sia formativa che di ripasso.
Con il Dr Prosperi abbiamo anche operato alcune fratture molto complesse.
Grazie ai volontari per il grosso aiuto che mi danno.

Fr Beppe

mercoledì 12 febbraio 2020

Grazie...

Di cuore esprimiamo la nostra sentita riconoscenza ai manutentori dell'Associazione Avi Montebelluna che stanno lavorando con grande impegno e notevole impiego di capitali per i lavori a Matiri.

Stanno rifacendo i servizi igienici, riparando l'impianto di illuminazione, e rifacendo il tetto e il soffitto per l'erigendo reparto chirurgico.

Li vedo impegnatissimi e motivati. Grazie di cuore.

Fr Beppe


martedì 11 febbraio 2020

Il peso della dedizione totale

Mi ricollego idealmente ai post degli ultimi due giorni, solo per sottolineare che la dedizione totale, in sè bellissima, è anche a volte molto dura da vivere nel quotidiano, come quando capita che di notte ti chiamano per cesarei ed urgenze varie.
Hai lavorato tutto il giorno e la chiamata arriva alle 23, quando vorresti chiudere la giornata e riposare. Invece la dedizione totale ai bisognosi ti chiede di farti forza e di aiutare le persone che hanno bisogno di te.
Vai a letto dopo le due e mezza di notte e poi ti chiamano nuovamente per un addome acuto alle 4.30.
Sei l’unico che può operare, e quindi lo devi fare, anche se sei esausto, perchè salvare una vita è un atto divino: sai che quella persona potrebbe morire se dicessi di no.
Certo non è facile rimanere concentrati e lucidi in situazioni così estreme.
L’addome acuto di oggi era infatti tremendo (volvolo con estesa necrosi intestinale); la persona è arrivata in ritardo e non potevi dirle di essere stanco, sapendo che ulteriori posticipi potrebbero essere letali.
A metà dell’intervento ero così stanco e spaventato che non sapevo più cosa fare. A Matiri non ho nessuno a cui chiedere consigli...

lunedì 10 febbraio 2020

Donazione e continuità

Ho visto tanti ospedale missionari nascere, crescere e poi morire pian piano.

Tutte queste strutture erano belle, funzionali e tecnicamente molto avanzate, a motivo del fatto che godevano di grossi fondi dai Paesi Occidentali.
Eppure sono crollate!
Perchè?
Certo non perchè fosse finito il bisogno di salute della gente: penso particolarmente ad una struttura che, crollando, ha lasciato scoperta una zona molto ampia ed assai povera. Perchè sono mancati i fondi dall’estero? 
A volte questo può essere stato un fattore contribuente al declino di una struttura sanitaria, che per definizione non riesce ad essere economicamente produttiva, soprattutto in zone in cui la popolazione è povera e fa fatica a pagare anche il poco che si chiede come concorso di spesa.

domenica 9 febbraio 2020

Letture molto incoraggianti

Il Vangelo di oggi ci chiede di essere il sale della terra e la luce del mondo, e l'ultima frase ci dice anche come fare ad esserlo: con le nostre buone opere, perchè, vedendo il nostro operato, gli altri rendano gloria a Dio.
Le nostre opere, il nostro servizio, la nostra dedizione ai poveri ed ai bisognosi ci rendono il sale della terra a la luce del mondo.
Impegnarsi fino allo stremo in una dedizione totale al servizio, porta certamente ad una vita evangelica.
Nella prima lettura Isaia è sulla stessa lunghezza d’onda: la nostra luce splenderà come l'alba e la gloria del Signore sarà la nostra protezione se sappiamo condividere il nostro pane con l'affamato, se apriamo le porte della nostra casa al senza-tetto, se offriamo un vestito a chi non ce l'ha.
Se ci dedichiamo agli altri in questo modo, continua Isaia, il Signore risponderà alle nostre preghiere e sarà con noi.
La nostra luce splenderà se toglieremo di mezzo il giudizio, il parlare male, se ci impegneremo per chi ha fame e staremo vicini agli afflitti.

sabato 8 febbraio 2020

Ortopedia e traumatologia - Impatto sociale

Dati raccolti qua e là in letteratura indicano che nei Paesi in Via di Sviluppo, le fratture sono molto più frequenti che nei Paesi Occidentali: si tratta di incidenti della strada, di cadute dall'alto, ma anche di atti di violenza.
Moltissimi non possono avere cure adeguate: ecco quindi che una frattura spesso significa poi infezione, osteomielite, amputazione...talvolta setticemia e morte.
I pazienti che non possono permettersi un intervento ortopedico sovente vengono abbandonati in ospedali dove sono messi in lettini da trazione a volte per mesi e mesi...ma senza mai ottenere un buon callo osseo. Va da sè che questi sventurati sono a rischio di embolie polmonari, piaghe da decubito ed infezioni nosocomiali...oltre che di abbandono da parte dei familiari.
Ho letto recentemente che i morti per complicazioni da fratture nel "Terzo Mondo" sono di più di quelli causati dalla malaria o dall'HIV.
Inoltre una frattura rende disabile e depaupera spesso una famiglia di colui che con il suo stipendio portava qualcosa da mangiare sul tavolo: ecco quindi che in questi Paesi una frattura può voler dire famiglie spezzate, matrimoni che si disgregano, figli che non possono
andare a scuola, tanta sofferenza psicologica oltre che fisica.
Credo dunque fortemente che l'impegno nel campo dell'ortopedia-traumatologia sia assolutamente centrale ed aiuti moltissima gente che altrimenti finirebbe per essere storpia per tutta la vita, inutile, abbandonata e costretta alla miseria.

venerdì 7 febbraio 2020

Il compleanno di Gigi

Il Dr Prosperi e' arrivato ieri a Matiri. Con lui un gruppo dell'AVI Montebelluna.
Oggi primo giorno per loro.
Come molte altre volte in passato, anche quest'anno Gigi ha voluto celebrare il suo compleanno in Africa. 
Lo abbiamo festeggiato sia a colazione che soprattutto a cena.
La giornata di oggi e' stata molto proficua ed abbiamo programmato gli interventi edilizi del nuovo gruppo.
Gli amici volontari e manutentori si occuperanno soprattutto di ristrutturazione dei servizi igienici e del tetto, mentre il Dr Prosperi mi aiutera' per i casi ortopedici.
Ringrazio sinceramente il Dr Prosperi per il materiale ortopedico inviatomi...viti e placche, cacciaviti e pinze.
Anche in sala oggi e' stata una giornata importante ed abbiamo goduto dell'aiuto del Dr Gigi.
L'ortopedia a Matiri fa la parte del leone e certamente non manchera' il lavoro per Gigi.
Anche per Sandro e gli altri manutentori il lavoro non manchera' e certamente l'ospedale sara' piu' accogliente dopo il loro passaggio.

giovedì 6 febbraio 2020

Di nuovo grazie

Con sentimenti di infinita riconoscenza accolgo il dono di Luciana che ha donato all'ospedale di Matiri 7 carrozzine che useremo in parte nei reparti ed in parte nell'ambulatorio.

Le carrozzine sono gia' a Matiri e prestissimo saranno assemblate e messe a disposizione dei pazienti.

Grazie di cuore, Luciana!


Fr Beppe


mercoledì 5 febbraio 2020

Grazie!

Oggi il gruppo di Ferrara e' partito da Matiri per tornare in Italia. Ringrazio ognuno di questi amici per quanto hanno donato a me ed all'ospedale. 
Li ringrazio per l'amicizia, l'aiuto, l'affetto ed anche per le generose offerte che hanno aiutato tanta povera gente. 
E' stato bello conoscerci e sara' fruttuoso collaborare in futuro.
Grazie di cuore ad ognuno:
Grazie ad Antonia, Luciana e Marco perche' continuano a sostenere l'ospedale con la loro Associazione.
Grazie a Laura per il prezioso servizio in reparto ed in sala operatoria.
Buon volo e buona vita in Italia.

Fr Beppe

martedì 4 febbraio 2020

L'ignoranza

Non essere mai andati a scuola è sovente causa di grandissimi problemi, di cui la persona non si rende conto.
Non sapere spesso porta a scelte molto sbagliate, e nel caso della salute anche a scelte che possono compromettere la sopravvivenza.
Oggi sono molto frustrato perchè i parenti di un giovane paziente hanno assolutamente rifiutato l'intervento operatorio per frattura di femore.
Dopo aver fatto oltre 300 chilometri da Marsabit a Matiri, quando hanno saputo che avrei inserito un chiodo endomidollare nel femore, hanno chiesto la dimissione per andare dal guaritore tradizionale che farà riti tribali di guarigione e metterà qualche stecca ricavata da certe piante ritenute medicinali.
I parenti, nessuno dei quali è andato a scuola, mi hanno detto che con il chiodo endomidollare il paziente non camminerà mai più.
Ho parlato anche con il giovane paziente, anche lui analfabeta, ma mi ha fatto capire che decideva suo padre.

lunedì 3 febbraio 2020

Il buon Samaritano

Stasera leggevo il Vangelo del Buon Samaritano come mia preghiera della sera.
Mi sono sentito nei panni di quella persona che chiedeva a Gesù: “che cosa devo fare per ereditare il Regno dei Cieli?”
E’ infatti per me un momento un po’ buio, in cui tanti elementi tradizionali della religiosità mi lasciano perplesso. 
Alcune cose che in passato hanno costituito idee forza e pietre miliari della mia spiritualità stanno un po’ vacillando e perdendo di significato.
Quello che mi sta devastando ultimamente è il mistero della cattiveria umana: giudizi malvagi ed anatemi lanciati da persone che non ti danno
possibilità di difesa perchè si nascondono nell’anonimato, calunnie, cattiverie pure. A volte, pensando alla mia vita che da mattino a sera mi vede impegnato a lavorare strenuamente per i malati, mi chiedo che cosa faccio di male agli altri per meritarmi certe cattiverie. 
E’ strano perchè io non ho il tempo materiale per fare del male agli altri... eppure queste cose capitano e si ripetono.

domenica 2 febbraio 2020

Inaspettatamente...

Abbiamo ricevuto una inaspettata donazione che ci ha permesso di acquistare sia l'elettrobisturi che il monitor per la seconda sala operatoria.


Non mi aspettavo di poterli avere cosi' in fretta.

Ringrazio di cuore i donatori che hanno voluto coronare questo nuovo progetto che ci aiutera' molto, insieme alle luci scialitiche, a lavorare con un po' di confort e di sicurezza in entrambe le sale operatorie, aumentando cosi' la nostra capacita' di rispondere ai problemi chirurgici della nostra povera gente.

Una preghiera sincera per tutti i nostri benefattori.

Fr Beppe


sabato 1 febbraio 2020

Craniotomia a Matiri

Anche oggi abbiamo realizzato un altro passo avanti ed abbiamo posto un'altra pietra miliare per la rinascita dell'ospedale.
Con la presenza del Dr Nyaga abbiamo operato un giovane paziente affetto da esteso ematoma epidurale e frattura cranica. Neppure a Chaaria avevo mai tentato questo intervento e mi ero limitato alle trapanazioni craniche per ematomi subdurali.
E' sempre bellissimo lavorare con il Dr Nyaga, che e' un chirurgo super-competente, sempre gentile con tutti e capace di trasmettere serenita' in sala operatoria anche durante gli interventi piu' difficili.
Lo staff ha collaborato benissimo, nonostante fosse la prima volta.
Il clima era ottimo e l'operazione non ha avuto complicazioni.
E' stato impressionante entrare in sala con un paziente in stato di incoscienza anche prima dell'anestesia e poi visitarlo pochi minuti fa in reparto completamente cosciente ed orientato.

POST IN EVIDENZA

Chirurgia ortopedica di alto livello

Oggi abbiamo avuto la fortuna di avere il chirurgo ortopedico Dr Oluoch di Embu con noi in sala operatoria. Abbiamo operato casi davvero di...