martedì 31 dicembre 2019

L'ultima seduta operatoria del 2019

E' stata una seduta intensa anche oggi.
E' stato un misto di chirurgia generale e di ortopedia: due ernie, una massa facciale e due fratture molto impegnative.
Sono le 19 quando lasciamo la sala, e non penso che aspetterò la mezzanotte, tanto sono stanco.
Gli ultimi due interventi programmati del 2019 sono state due brutte fratture di femore che abbiamo potuto operare a meno di otto ore dall'incidente, grazie alla continua collaborazione con Sign.
Da Natale fino ad oggi è stata una maratona ortopedica in cui ci siamo fatti in quattro per aiutare tutti, soprattutto nella considerazione che molti ospedali hanno le sale operatorie chiuse.
Abbiamo operato il giorno di Natale ed opereremo pure domattina, sempre al fine di rimettere in piedi pazienti che altrimenti sarebbero allettati dalle loro fratture. In genere riusciamo a tener fede al precetto di Sign secondo cui una frattura è una emergenza, nè più nè meno che un cesareo, e, come tale, va operata il più presto possibile, al fine di evitare complicazioni.
Spero di mantenere lo stesso ritmo anche nel 2020 e di aiutare molta gente a tornare in fretta alle normali attività dopo ogni tipo di trauma.

lunedì 30 dicembre 2019

Buon Anno

A tutti i lettori ed a tutti gli amici, con semplicita' desidero augurare un Buon Anno nuovo.

Il 2019 per molti versi e ' stato un anno complesso per me, un anno duro e non privo di sofferenze.

Auguro a me ed a ognuno di voi un nuovo anno piu' clemente di quello che si sta chiudendo, un anno con un po' di serenita'.

A tutti auguro la pace del cuore e tante soddisfazioni.

Per il 2020 a me auguro solo di poter lavorare per i piu' poveri in un clima di serenita' .
Auguri a tutti.

Fr Beppe


domenica 29 dicembre 2019

Festa della Sacra famiglia

Mi piace sempre la solennità di oggi.
Pensare alla Sacra Famiglia di Maria, Gesù e Giuseppe, mi fa pensare prima di tutto alla mia famiglia, da cui ho ricevuto e ricevo tantissimo amore e sostegno.
Oggi poi prego per tutte le famiglie che conosco, affinchè il Signore conceda a tutti il dono dell'unità, dell'armonia e della pace interiore.
Oggi è stata una giornata particolare comunque, anche da questo punto di vista: stamattina dopo Messa infatti siamo entrati in sala per un cesareo urgente. 
Anestesia e cesareo sono andati benissimo, ed abbiamo donato a quella giovane coppia una bella bambina. E' stato bello vedere papà, mamma e neonata insieme nella camera della maternità. Mi ha commosso vederli così felici, e mi sono sentito bene al pensiero che in qualche modo anche io ho contribuito a questo quadretto familiare delizioso.
Non se lo ricorderanno, ma io so che questa bimba è viva anche grazie a me.
Non ho visto i mariti delle altre donne che oggi hanno partorito, e non si è ripetuto il quadretto che ho contemplato stamattina. 
E' raro infatti che gli uomini si avventurino nel reparto di maternità: questo è considerato un compito delle donne nella cultura locale. I maschi attendono il neonato a casa.

sabato 28 dicembre 2019

Ortopedia Natalizia

Nelle festivita' Natalizie, con una sola breve pausa il 26 dicembre, abbiamo sempre operato, e nella maggior parte dei casi, si e' trattato di brutte fratture che hanno richiesto interventi di fissazione interna.

Stiamo lavorando proprio tanto in sala ed anche domattina facciamo due casi, al fine di ridurre il numero dei pazienti in attesa.

Gli incidenti della strada aumentano nel periodo natalizio e molti ospedali lavorano poco, a causa delle festivita'. 

Noi cerchiamo di esserci, con fatica e con dedizione, perche' sappiamo che anche a Natale la gente ha diritto di essere curata al meglio.

Questo e' il nostro apostolato, la nostra missione ed il nostro sogno di servizio senza condizioni.

Fr Beppe


venerdì 27 dicembre 2019

Madri ignare

Nel mio giro serale, Eunice mi porta in pediatria dove un bambino di appena sette giorni ha vomito color "fondo di caffè".
"E' davvero un brutto segno, ed onestamente tutti gli infanti che presentano questa complicazione, alla fine non ce la fanno", confido alla mia collaboratrice. Poi aggiungo: "è nato qui?"
Eunice mi spiega che è nato a casa e che è stato ricoverato il giorno prima per sepsi neonatale.
Guardo il cordone ombelicale che è effettivamente infetto, anche se ora è medicato e coperto di disinfettante.
Il bimbo è estremamente cianotico, nonostante la somministrazione generosa di ossigeno.
Ha febbre e respira a fatica. I muscoli respiratori ed il diaframma, impegnati in uno sforzo immane, creano un solco tra torace e addome tutte le volte che inizia l'inspirazione.
Attorno alla bocca vedo tracce di una sostanza nera, evidentemente i resti di qualche episodio di vomito caffeano.
Domando a Eunice se il bimbo urina, ma l'infermiera mi fa un segno negativo con la testa: "oggi il pannolino è rimasto sempre asciutto".
"Brutto segno anche questo", brontolo più che altro per me stesso.

giovedì 26 dicembre 2019

Dermatomo

Ringrazio di cuore la Associazione "Aiutando nel mondo" per aver acquistato il dermatomo per l'ospedale di Matiri.

Gli innesti cutanei sono un intervento decisamente frequente e, senza questo strumento, ho sperimentato grossissime limitazioni e problemi.

Da domani potremo operare questi pazienti con ulcere croniche e fratture esposte con maggior confidenza e con meno problemi.

Ringrazio di cuore i donatori che con le loro offerte mi hanno permesso di aggiungere questo strumento all'armamentario di Matiri.

Fr Beppe


mercoledì 25 dicembre 2019

I limiti di un video

Il video e' un mezzo di comunicazione complesso in cui a volte l'emozione gioca dei tranelli.
Oggi mi sono riascoltato e mi sono accorto di aver dimenticato di citare persone importanti, che sono comunque al centro del mio cuore e che mi stanno aiutando tantissimo. Persone a cui voglio un gran bene.
Recupero ora con lo scritto, ringraziando di cuore il Dr Luciano Cara e la Associazione Karibu Kenya che continua a sostenermi e che a Matiri ha gia' donato gastro e colonscopio, oltre che pagare le spese sanitarie di molti pazienti poveri. Grazie a tutti gli amici sardi a cui mando un forte abbraccio.
Grazie alla Associazione Amici di Mujwa che mi e' stata molto vicina ed in particolare a Franco Pereno per sostegno, amicizia e per tutte le attivita' di raccolta fondi a mio favore.
Ringrazio le Associazioni Avi Montebelluna ed Un Ospedale per Tharaka (Bologna e Ferrara).

lunedì 23 dicembre 2019

Tragedie di alcool, terra ed ignoranza

Jakobu ha circa 65 anni, ma li dimostra proprio tutti. 
Ha firmato il consenso all'intervento apponendo l'impronta digitale del pollice sulla cartella clinica.
Non sa scrivere perchè non è mai andato a scuola, ma non potrebbe neppure farlo in questo momento, visto che ha un profondissimo taglio da machete sul gomito destra, ed un altro altrettanto grave sulla mano sinistra.
C'è anche una ferita orizzontale appena sotto il naso: questa avrebbe potuto essere mortale se il machete fosse arrivato qualche centimetro più avanti ed avesse fratturato la teca cranica. Invece, fortunatamente se la caverà con una sutura semplice.
Facciamo le lastre: la ferita da machete è sempre molto pesante e normalmente è assai più devastante che non quella di un coltello.
Infatti, oltre ai tendini estensori della mano sinistra, la panga ne ha reciso anche due falangi.
Pure il gomito destro è fratturato, e l'arma usata ha tagliato di netto l'olecrano dell'ulna come se fosse stata di burro.
Ci rendiamo conto che si tratterà di un lungo intervento ortopedico che richiederà molta pazienza.
Per la mano sinistra mettiamo prima due fili di Kirshner, al fine di ridurre e fissare le fratture falangee, e poi facciamo le tenorrafie su quattro dita.

domenica 22 dicembre 2019

Messa e party di fine anno

A Matiri si e' celebrata la fine dell'anno sociale in ospedale con una messa per lo staff e per i pazienti.
E' stata anche l'occasione per gli auguri natalizi, prima che lo staff si disperda con i giorni di riposo e di ferie.
Alla celebrazione eucaristica e' seguito un pranzo sociale per tutto il personale.
La celebrazione ha voluto essere un momento in cui ci si e' scambiati gli auguri natalizi ed in cui si e' ringraziato il Signore per quanto realizzato in ospedale negli ultimi 12 mesi. 
Si sono anche identificati i punti di forza e quelli di debolezza della struttura e si sono abbozzati piani per il 2020.
E' stato un momento importante, di grande motivazione interiore per lo staff.
E' stata anche l'occasione per ripensare al passato con gratitudine e per guardare al futuro con speranza ed entusiasmo.

sabato 21 dicembre 2019

Il sabato

Sempre di piu' sta diventando estremamente impegnativo, con un numero di pazienti in continua crescita e con la sala operatoria rovente e davvero pesante.
Oggi siamo riusciti a operare tre fratture, due innesti cutanei ed un drenaggio toracico. 
Non saremmo riusciti a fare cosi' tanto senza l'aiuto della dottoressa Apophie.
Spero che l'affluenza dei pazienti continui a crescere, anche se di posti letto gia' non ne abbiamo piu' e dobbiamo sperare che prestissimo si possa inaugurare il nuovo reparto chirurgico.
Rimangono tanti problemi davanti a noi, ma ringrazio Dio davvero perche' ormai questo ospedale sta conoscendo una rinascita ed una nuova primavera, a beneficio di tante persone che qui trovano aiuto.

Fr Beppe

venerdì 20 dicembre 2019

Le lezioni per il personale

Sempre entusiasmante presentare lezioni mediche allo staff!

Bello anche quando mi costa molto perche' alla notte non ho dormito per una chiamata urgente!

Entusiasmante anche quando la mia faccia sembra quella di un fantasma, a motivo di un attacco di malaria...come oggi.

Nella presentazione odierna abbiamo parlato di tumore al seno. 

La lezione e' stata apprezzata da tutti e le domande sono state tantissime, segno di una platea vivace ed interattiva.

Voglio continuare a impegnarmi anche in questo aspetto didattico che tra l'altro aiuta molto a consolidare i rapporti di amicizia con il personale.

Fr Beppe



giovedì 19 dicembre 2019

Giornata entusiasmante

Oggi ho speso la giornata completamente con la Dottoressa Makandi. Insieme abbiamo fatto interventi davvero complessi.
La cosa piu' bella e' stata la comunione interiore profonda, l'amicizia immutata, la liberta' reciproca. Abbiamo lavorato mettendo in comune quello che sappiamo, aumentando anche le conoscenze dell'altro con piccoli insegnamenti reciproci. 
Non abbiamo avuto timore di condividere anche i nostri limiti, nella certezza di non essere giudicati.
Questa liberta' reciproca ci ha permesso di lavorare senza stress, senza ansie di prestazione, senza paura di essere giudicati...e tutto a beneficio dei pazienti.
Tra tutte le operazioni voglio citare una brutta frattura sopracondiloidea di omero che la Dottoressa ha eseguito con grande perizia. Io ho aiutato e soprattutto ho imparato
Questa sera l'ospedale e' strapieno. Non abbiamo letti liberi...che cambiamento dal giorno in cui sono arrivato, quando ho trovato un ospedale semivuoto!
Quelli che arrivano con piu' frequenza sono i pazienti fratturati...ma anche grazie alla Dottoressa Makandi, per ora riusciamo a operare i nuovi arrivi entro 24-48 ore. 
Ora sono a pezzi e cerco di riposare...ma oggi e' stato un giorno molto positivo.

martedì 17 dicembre 2019

Non ci avrei più sperato

Quasi due anni fa ho riportato una bruttissima frattura del ginocchio.
Il solito incidente da mototaxi sovraccarico!
Mi hanno portato a Matiri dopo essere stato rifiutato in altri ospedali per motivi economici: non potevo infatti permettermi le cifre che chiedevano per l'operazione.
Dopo avermi visitato per la prima volta, i medici a Matiri erano disperati perchè la frattura era esposta, le ossa erano fuori ed erano piene di terriccio e di porcheria.
Anche i tessuti molli erano in pessime condizioni e non c'era possibilità di coprire le ossa di prima intenzione: la cute era necrotica ed in parte del tutto assente.
Il mio lungo calvario a Matiri è iniziato con ripetute toelette chirurgiche e con forti antibiotici, al fine di controllare l'infezione e prevenire l'osteomielite.
I dottori mi hanno messo un fissatore esterno perchè la frattura non si scomponesse completamente.
Mi dicevano sovente che si trattava di un "floating knee", che in Italia potrebbe essere tradotto con "ginocchio galleggiante": in effetti la parte distale del femore e quella prossimale della tibia erano entrambe rotte malamente, e quindi il ginocchio ballava libero e
disconnesso, come una zattera alla deriva.

lunedì 16 dicembre 2019

Volontari

Chi fosse interessato ad offrire la sua disponibilita' al volontariato per Matiri, mi puo' scrivere direttamente sulla mail (fr.beppe@gmail.com).
Altra persona che potete contattare e' la Dottoressa Marialuisa Ferrando, presidente della Associazione Aiutando nel Mondo (marialuisa@aiutandonelmondo.it).
Potete contattare anche il Dr Pietro Rolandi, che coordina i turni dei volontari (pietro42rolandi@gmail.com).
I volontari della Sardegna possono coordinarsi con il Dr Luciano Cara (l.cara@tiscali.it).
A gennaio e febbraio siamo pieni, ma da marzo i posti sono praticamente quasi tutti liberi.
Grazie a tutti coloro che vengono ad aiutarmi.

Fr Beppe

sabato 14 dicembre 2019

Bentornata a Matiri

E' stata una gioia immensa per tutti accogliere nuovamente a Matiri la dottoressa Apophie, che oggi ha iniziato la sua nuova collaborazione con l'ospedale.
Per ora verrà tutti i sabati e poi vedremo se si potrà incrementare la sua presenza.
Per me è stato emozionante accoglierla ed abbracciarla.
Abbiamo operato insieme tutto il giorno e la Dottoressa Apophie si è davvero sentita a casa. Si muoveva nei reparti con disinvoltura ed in sala era padrona della situazione.
Che bello lavorare nuovamente con lei, parlare liberamente (anche delle cose che ci sono successe), mangiare insieme, ridere a squarciagola.
La giornata è stata pesante, con interventi impegnativi, ma è volata
leggera perchè stavamo bene insieme.
La gente dei dintorni la ricorda sempre e la tiene in altissima considerazione anche oggi, ricordando i molti anni in cui la Dottoressa ha servito l'ospedale di Matiri negli anni di maggior splendore.
Per me avere Apophie è anche una grande sicurezza nel caso io mi debba assentare per qualche giorno, magari per andare in Italia o alla conferenza Sign.
Infatti, per anni in passato mi ha sostituito e sono sicuro lo farà anche in futuro.

venerdì 13 dicembre 2019

La dottoressa Makandi

E' stato stupendo oggi accogliere e lavorare con la dottoressa Makandi, grandissima amica, collega che stimo infinitamente, grande chirurgo ortopedico e generosa volontaria.
Ha operato a Matiri dal mattino alla sera; abbiamo lavorato insieme con il solito affiatamento...come se non avessimo mai smesso.
Abbiamo eseguito tre interventi di Sign, ed è stato bello confrontarci, ricordare l'un l'altro particolari della tecnica chirurgica che ognuno ha interiorizzato con sfumature diverse e
complementari.
Verrà ancora la settimana prossima a operare con me, prima di rientrare ad Eldoret per la specialità.
E' commovente quando gli amici non ti lasciano, quando sono felici di stare con te e di sostenerti anche quando le situazioni ti rendono più fragile ed insicuro di te stesso.
La dottoressa Makandi è questa grande amica che mi sta sempre vicino, anche quando la vita ci separa per lunghi periodi di tempo.
Lei è anche una persona estremamente generosa che viene ad aiutarmi a titolo assolutamente gratuito e che lo fa perchè ama i poveri.

giovedì 12 dicembre 2019

Grazie ai benefattori

Oggi abbiamo rifornito un po' il nostro armamentario di viti ortopediche. Sono infatti arrivate da Nairobi viti da radio, ulna e perone.

Le ho comprate con offerte libere di volontari e amici che mi hanno detto di fare dei soldi il miglior uso possibile.
Ho quindi deciso di spender tali donazioni comprando le viti... che altrimenti i pazienti non si potrebbero permettere.
Con le generose offerte dei nostri donatori, possiamo così continuare a offrire ai nostri pazienti una chirurgia ortopedica qualificata ed anche non irraggiungibile dal punto di vista dei prezzi.
Che Dio benedica tutti coloro che ci aiutano a servire i poveri!

fr Beppe

mercoledì 11 dicembre 2019

Apericena a favore dell'Ospedale di Matiri

Esprimo la mia sentita riconoscenza alla Dottoressa Marialuisa Ferrando ed al Dr Sandro Urgesi per aver organizzato l'apericena che si tiene stasera a casa loro, a favore dell'ospedale di Matiri. 

Grazie a tutti coloro che vi parteciperanno.

Grazie soprattutto perche' non mi lasciate solo e mi sostenete con l'affetto, l'amicizia, l'impegno personale ed il contributo economico. 

Spero di potervi ringraziare ogni giorno con il mio impegno e servizio incondizionati.

Prego perche' il Signore benedica ognuno di voi.

Fr Beppe


martedì 10 dicembre 2019

Le ustioni

Sono per noi una delle emergenze più frequenti ed insieme più scoraggianti.

Sovente ci troviamo di fronte a bambini ustionati molto profondamente e su estese percentuali della superficie corporea.
Le ustioni sono sempre da considerare casi con prognosi molto riservata, soprattutto in età pediatrica.
Le prime ore dopo il ricovero sono quelle in cui il nostro compito è rianimare i pazienti che rischiano di morire a causa dello shock e della disidratazione: si tratta quindi di somministrare dosi eroiche di infusioni endovenose elettrolitiche, sempre bilanciando il fabbisogno idrico con il rischio di sovraccarico.
Altro punto basilare è poi lottare contro le infezioni che sono sempre alle porte, avendo l’ustione aperto delle ampie superfici corporee all’ingresso dei germi: ci dobbiamo affidare agli antibiotici e sovente ad ampie toelette chirurgiche con rimozione del tessuto necrotico.
La medicazione quotidiana della zona ustionata è spesso un calvario di dolore fisico per il malato e di stress psicologico per l’infermiere.
E’ infatti angosciante dover medicare ogni giorno un bambino che urla disperato per almeno mezz’ora durante le tue azioni cliniche; un bambino che poi impara rapidamente quello che gli farai anche l’indomani e che quindi inizia a piangere ancora prima che tu entri in camera, è ancora più stressante. 
Tu sei il cattivo che provoca dolore, e non c’è modo che tu ti possa avvicinare senza suscitare le sue grida. Il paracetamolo e quel po’ di valium che pratichiamo
preventivamente prima della medicazione aiutano onestamente ben poco a calmare il dolore.

lunedì 9 dicembre 2019

La vita è complicata

La donna arriva di notte.

Ha una placenta ritenuta ed una lacerazione perineale.
Non ha con sè il bambino, ma ci concentriamo su di lei. La assistiamo, la suturiamo e assicuriamo che le condizioni generali siano stabili. poi nel letto le chiediamo del bambino.
Dice di aver partorito a casa e che il bimbo era nato morto.
Le ho chiesto se era a termine in quanto la placenta mi era sembrata piccola.
Ha detto che il parto è stato pretermine, a otto mesi. Abbiamo lasciato cadere il discorso, anche perchè erano passate le 24. Poi inaspettatamente è venuta la polizia.
La storia è molto diversa da quella riferitaci dalla donna: è una interruzione di gravidanza a 8 mesi con mezzi rudimentali.
Il bimbo è in effetti morto e la mamma lo ha buttato dietro a dei cespugli prima di correre in ospedale.
Sono turbato da questa storia.

Fr. Beppe

domenica 8 dicembre 2019

La notte di ieri

Una giovane donna è accompagnata in maternità in barella. E' troppo debole e non riesce a camminare.
La seguono il marito in atteggiamento molto triste ed un'altra donna che porta in braccio un fagotto di stracci.
Dopo il primo scambio di domande con i parenti, mi rendo conto che la giovane ha partorito per strada, e che purtroppo il bambino è già morto.
Il problema è che lei si sta indebolendo perchè la placenta è ritenuta e l'emorragia copiosa.
Non è facile assistere la donna e metterla sul lettino della sala parto, soprattutto a motivo del fatto che è terribilmente imbrattata di sangue.
Bisogna prima lavarla un po' per evitare di riempirci di sangue anche noi.
L'emoglobina urgente è rassicurante, e la pressione è discreta. Decido quindi di soprassedere per il momento alla trasfusione.
Bisogna invece fermare l'emorragia immediatamente, mediante una rimozione manuale della placenta.
Eseguo la manovra rapidamente, e, dopo aver praticato l'ossitocina, mi rallegro nel constatare che il sangue si ferma quasi subito e l'utero si contrae.

sabato 7 dicembre 2019

Nuovi orizzonti

Oggi sabato molto impegnativo in sala operatoria.
Oltre alla frattura di tibia ormai routinaria per noi a Matiri, abbiamo avuto due interventi assolutamente nuovi.
Con l'aiuto di chirurghi ortopedici di Embu, abbiamo infatti eseguito la prima chirurgia di protesi totale di ginocchio.
E' stato un intervento rivoluzionario per noi; un intervento lungo e complesso, ma i colleghi venuti a Matiri erano assolutamente competenti e molto bravi.
Vorremmo continuare in questo campo della chirurgia ortopedica anche con la protesi totale di anca, per cui siamo quasi pronti.
In pomeriggio poi abbiamo eseguito una dilatazione esofagea post ulcerosa usando la tecnica endoscopica. Il Dr Nyaga ha portato i dilatatori, ed usando il nostro gastroscopio è riuscito a dilatare la stenosi che impediva ad un ragazzo di 15 anni di nutrirsi.
E' stato un altro grande successo chirurgico per questo piccolo ospedale ed una benedizione per quel giovane che verrà dimesso domani.

Fr Beppe


venerdì 6 dicembre 2019

Natalità in crescita

La maternita' a Matiri e' uno dei punti nevralgici. I parti non sono molti per ragioni che ancora mi sfuggono...forse il fatto che in un passato anche recente le mamme dovevano pagare? Forse una nomea non positiva per cose successe anni fa? Forse molte mamme ancora partoriscono a casa?
Il fatto e' che ora la nostra maternita' e' del tutto gratuita ed anche offriamo ambulanza gratuita per il traspirto delle partorienti dai villaggi e dalle maternita' periferiche.
Speriamo che il servizio diventi sempre piu' apprezzato dalla popolazione.
Oggi comunque in maternita' abbiamo sei mamme ed abbiamo avuto anche un cesareo.
Stiamo crescendo...anche se molto lentamente.

Fr Beppe


giovedì 5 dicembre 2019

Orto Matiri

Dati raccolti qua e là in letteratura indicano che nei Paesi in Via di Sviluppo, le fratture sono molto più frequenti che nei Paesi Occidentali: si tratta di incidenti della strada, di cadute dall'alto, ma anche di atti di violenza.
Moltissimi non possono avere cure adeguate: ecco quindi che una frattura spesso significa poi infezione, osteomielite, amputazione...talvolta setticemia e morte.
I pazienti che non possono permettersi un intervento ortopedico sovente vengono abbandonati in ospedali dove sono messi in lettini da trazione a volte per anni...ma senza mai ottenere un buon callo osseo.
Va da sè che questi sventurati sono a rischio di embolie polmonari, piaghe da decubito ed infezioni nosocomiali...oltre che di abbandono da parte dei familiari.
Ho letto recentemente che i morti per complicazioni da fratture nel "Terzo Mondo" sono di più di quelli causati dalla malaria o dall'HIV.
Inoltre una frattura rende disabile e depaupera spesso la famiglia di colui che con il suo stipendo portava qualcosa da mangiare sul tavolo: ecco quindi che in questi Paesi una frattura può voler dire famiglie spezzate, matrimoni che si disgregano, figli che non possono andare a scuola, tanta sofferenza psicologica oltre che fisica.
Credo dunque fortemente che l'impegno nel campo dell'ortopedia-traumatologia sia assolutamente centrale ed aiuti moltissima gente che altrimenti finirebbe per essere storpia per tutta la vita, inutile, abbandonata e costretta alla miseria.

mercoledì 4 dicembre 2019

Occlusione intestinale da cause infettivologiche

Nel primo pomeriggio mi è stato chiesto di fare un’ecografia ad un giovane che da alcuni giorni era ricoverato per una grave forma di gastrite. 
Aveva una gastroscopia di poco tempo prima e quindi era stato messo in terapia senza fare altri esami diagnostici.
Il dolore però non era migliorato con le medicine, ed in più, da tre giorni, il malato non andava di corpo.
La palpazione addominale era abbastanza tipica di occlusione: la pancia era distesa e molto dolente. L’ecografia dimostrava anse intestinali distese e piene di liquido; c’era anche dell’ascite in peritoneo.
All’emocromo i globuli bianchi erano molto aumentati.
Tutto deponeva quindi per un addome acuto, ma, vista la storia clinica, onestamente ci aspettavamo una perforazione di ulcera gastrica o duodenale.
Invece in sede operatoria abbiamo trovato un volvolo ileale causato da aderenze molto resistenti su un pacchetto di linfonodi della parete addominale posteriore.
Le aderenze erano così difficili da liberare che si è verificata una perforazione del viscere ed abbiamo dovuto procedere a resezione intestinale. 

martedì 3 dicembre 2019

Le circoncisioni maschili

Dopo un periodo (non so quanto lungo) in cui erano state sospese, quest’anno abbiamo ripreso l’attività delle circoncisioni maschili tradizionali in ospedale.
La ragione per cui credo sia importante offrire tale servizio ad una comunità in cui la circoncisione maschile è ancora un dogma indiscutibile, è prima di tutto quella di garantire i dovuti canoni di sterilità ed igiene.
Infatti la circoncisione tradizionale è ancora gravata da una forte percentuale di infezioni (tra cui HIV e tetano) oltre che da altre complicazioni a volte molto serie e potenzialmente mortali (con l’emorragia al primo posto).
Circoncidiamo i ragazzi a tarde ore della sera e poi offriamo loro una permanenza in ospedale di due settimane, in cui noi ci prendiamo cura del post-operatorio, mentre i sacerdoti ed i catechisti si occupano della formazione alla vita adulta. I ragazzi sono ricoverati in una stanza separata ed isolata, come richiesto dalla tradizione locale.
Mi occupo della parte chirurgica, insieme a Peter (il nostro anestesista): qui in Tharaka la circoncisione si pratica in modo diverso rispetto al Meru, per cui più che altro sto imparando da lui.

Concerto per aiutare il St Orsola Mission Hospital del Kenya


Sabato 14 dicembre a Torino, l’odontoiatra Andrea Moiraghi ha organizzato un concerto per pianoforte e canto per raccoglie fondi in favore di una onlus medica torinese.

Il concerto verrà esibirsi al pianoforte il dott. Andrea Moiraghi, medico specialista in pediatria ed ortodonzia, Maria Marta Morau (Conservatorio di Musica della Svizzera italiana di Lugano) e Aliona Solkanu (Scuola di Musica e Pedagogia di Chisianau, Moldavia). 
Si svolgerà sabato 14 dicembre prossimo presso l’Auditorium del Sermig di Torino, un concerto di beneficenza di pianoforte e canto a favore della onlus medica torinese Aiutando nel Mondo. 
Le offerte raccolte verranno devolute al St Orsola Mission Hospital del Kenya.






lunedì 2 dicembre 2019

I volontari di Rita

In ospedale non abbiamo volontari, mentre da Rita i volontari sono un bel gruppetto e si occupano sia dei bambini, tutti a casa da scuola, e sia di attivita' nei villaggi.

Quest'anno i volontari di Rita regalano per Natale... materassi nuovi a circa 40 famiglie povere, un bel regalo che permettera' a molti di dormire meglio.

Io non li vedo tanto, ma e' ormai tradizione che alla domenica si mangia il pranzo insieme.

Fr Beppe


domenica 1 dicembre 2019

A cena per l'Ospedale Sant'Orsola

Ieri sera a Casalgrasso, mio paese natale, si è tenuta la cena di solidarietà a favore dell'ospedale di Matiri.
E' stato un evento voluto dal Comune e da molte associazioni di volontariato operanti in loco. Sono molto grato, sia alle autorità civili che a tutte le associazioni.
Per me è sempre una grandissima emozione considerare che a Casalgrasso la gente mi ricorda e mi vuole bene dopo 38 anni di assenza.
E' stato bello parlare con loro, raccontare in pochi minuti le difficoltà e gli sforzi per far rinascere questo ospedale, le soddisfazioni e le gioie di ogni piccolo passo in avanti compiuto con l'aiuto di tutti.
Per me è stata anche una occasione per ringraziare ognuno dei partecipanti della continua generosità nei miei confronti.
Ho promesso nuovamente, con sincerità e convinzione, di dedicarmi al servizio dei malati e dei poveri con tutte le mie forze, con una dedizione totale e con trasparenza assoluta.
C'è stato qualche piccolo singhiozzo con la connessione internet, certamente dovuta a noi qui a Matiri, dove da giorni si sperimenta un campo un po' vagante ed instabile, probabilmente a motivo della stagione delle piogge.
Avevo l'impressione di non essere capito e che l'eco coprisse quello che stavo dicendo...ma l'impressione era solo mia perchè chi mi ha scritto dopo con whatsap mi ha detto che l'audio era generalmente buono. 

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