martedì 14 luglio 2020

Dopocena pediatrico

Stasera l'ambulatorio pullula di casi pediatrici.
Tra tutti sono particolarmente due quelli che mi hanno colpito.
Il primo è quello di un bimbo di circa 3 anni, ustionato su tutto l'addome. E' stato veramente duro medicarlo, anche dopo sedazione.
L'ustione è molto estesa sull'addome e sulla schiena, pur non essendo molto profonda.
Ora il bimbo è ricoverato e medicato.
Dopo gli analgesici è calmo e dorme tra le braccia della mamma.
Si è tirato addosso una pentola di acqua calda, mentre cercava di arrampicarsi sul tavolo.
Sarà un ricovero lungo, ma penso che con antibiotici e medicazioni, il bimbo si riprenderà.
Il secondo caso è raccapricciante. Un altro maschietto di circa 3 o 4 anni. Un vicino di casa squilibrato lo ha assalito sessualmente con un coltello e gli ha rimosso tutta la pelle del pene..
Non è stato possibile suturare perchè la cute rimossa non c'è più.
Anche questo povero piccolo paziente era in preda a tanto dolore e lo abbiamo sedato per la medicazione.

lunedì 13 luglio 2020

Arrivati i chiodi di Sign

Non ho parole per esprimere la mia riconoscenza al Dr Lewis Zirkle ed a tutta la grande famiglia Sign, per avermi nuovamente inviato uno  scatolone con tantissimi chiodi endomidollari e viti, oltre ad alcuni strumenti ortopedici che l'usura aveva rovinato.
Grazie a Sign che crede in me e che mi sostiene in tantissimi modi, non solo con l'invio dei preziosi infissi ortopedici.
Un grazie altrettanto grande lo esprimo a Fr Giancarlo che ha seguito le peripezie del pacco dagli USA fino a qui.
Giancarlo mi sostiene con questo prezioso servizio di sdoganamento dei chiodi ed a lui esprimo pubblicamente la mia fraterna gratitudine.
Ero agli sgoccioli con i chiodi di Sign, visto il grande numero di interventi che facciamo.
Con questo nuovo arrivo di materiale chirurgico-ortopedico mi sento nuovamente abbastanza attrezzato ad affrontare la marea di fratture che si rivolgono a noi ogni giorno, e che noi cerchiamo di operare nel più breve tempo possibile.

domenica 12 luglio 2020

Domenica tranquilla

Oggi pomeriggio mi sono riposato. Ho visto vecchi amici e mi sono rinfrancato di una settimana difficile di lavoro.
Riprendo domani con rinnovato impegno.
Oggi voglio lasciare solo un saluto ed augurare a tutti una buona settimana, ricordandovi nella mia povera preghiera.
Stiamo lavorando alla stesura di un altro libro sulla attivita' missionaria in Kenya. 
Non sappiamo ancora quando sara' pronto, ma siamo abbastanza avanti. 
E' diverso dagli altri e spero che lo leggerete in molti. Anche questo sara' un bel modo di sostenere Matiri. 
Per adesso non vi dico altro, per non rovinare la sorpresa.
Un abbraccio

Fr Beppe


sabato 11 luglio 2020

Un anno

Il tempo passa veloce ed a volte lentissimo, ma l'11 luglio 2019 alle 15,30 del pomeriggio sono entrato ufficialmente a Matiri come membro dello staff. 
E' passato un anno: a volte pare una eternità, ed altre volte sembra ieri.
Il giorno prima avevo incontrato il Vescovo nel suo ufficio, e mi aveva dato il mandato di cercare di risollevare le sorti di questo ospedale in declino.
Dodici mesi sono passati e di impegno ne ho messo molto.
Tantissime sono ancora le cose da migliorare a Matiri, e certamente bisogna crescere ancora molto per poter essere un buon ospedale, un ospedale funzionale e all'avanguardia per il servizio dei poveri.
Ma dobbiamo ammettere che tante cose sono comunque già cambiate: i reparti sono pieni, la gente viene da molto lontano, nonostante la assoluta mancanza di mezzi di trasporto, operiamo sei giorni alla settimana con seduta ordinaria e siamo sempre aperti per le emergenze chirurgiche. La maternità, prima deserta, ora brulica di partorienti.

venerdì 10 luglio 2020

Il parto a casa

E’ ancora molto frequente nei villaggi.
Le complicazioni di questa pratica sono moltissime, ma oggi condivido con i lettori quella che più frequentemente osserviamo nel nostro ospedale.
Si tratta della placenta ritenuta.
E’ abbastanza frequente ricevere una donna che ha partorito a casa con successo, ma che non è riuscita a secondare la placenta. 
Si tratta di una complicazione molto rischiosa per la vita della partoriente, in quanto una placenta ritenuta può causare perdite ingenti di sangue in pochi minuti: ciò significa che una donna che magari è già relativamente anemica a causa di una splenomegalia o di una malaria ricorrente, può raggiungere livelli di emoglobina pericolosi per la vita in pochissime ore.
L’arrivo in ospedale è spesso ritardato da vari fattori, come per esempio le condizioni delle strade, o la disponibilità di un matatu che possa trasportare fin qui la donna. In genere passa parecchio tempo dal parto al ricovero.
Sempre quindi la placenta ritenuta post-partum è un’emergenza: si tratta di reperire immediatamente un accesso venoso per infondere liquidi e farmaci di rianimazione, al fine di contrastare lo shockemorragico; celermente bisogna poi sedare la paziente per poter procedere alla rimozione manuale della placenta ed alla revisione della cavità uterina, al fine di bloccate la perdita di sangue. 

giovedì 9 luglio 2020

Grazie a Fr. Giancarlo

Uno dei grandi sforzi che sto facendo è quello di far ripartire l'odontoiatria a Matiri.
Non abbiamo un dentista al momento, e giornalmente sono io ad occuparmi delle estrazioni man mano che i pazienti arrivano.
Solo al sabato abbiamo un dentista che può fare cure canalari e prevenzione con detartrasi. Può anche organizzare per qualche dentiera e dente artificiale.
Il grande problema che mi sono trovato davanti è stato quello della grande insufficienza di strumentario per le estrazioni.
Devo agire con pochi strumenti e sovente non c'è neppure il tempo di sterilizzare, a meno di far aspettare i pazienti moltissimo.
Ieri ho ricevuto da Fr Giancarlo un buon numero di pinze per estrazione dentaria e di elevatori, che aumentano di gran lunga le mie possibilità di lavoro in sicurezza nel campo odontoiatrico.
Ringrazio di cuore Fr Giancarlo che mi ha donato strumenti che a Chaaria non venivano usati e che qui sono utilissimi.

mercoledì 8 luglio 2020

Difficile dare una risposta...

Oggi una persona mi ha chiesto a bruciapelo che cos'è la cosa che mi piace di più fare in ospedale.
E' stato difficile per me rispondere rapidamente perchè l'ospedale è la mia vita ed onestamente in esso mi piace un po' tutto.
Certamente in questo momento la chirurgia mi attrae molto di più che la medicina interna: sarà perchè in sala ho rapporti con meno persone; sarà perchè lo staff della sala è meno numeroso; sarà perchè ad operare sai bene cosa devi fare, hai delle manualità da applicare e degli schemi di azione precisi.
Forse sarà anche perchè spesso hai la percezione palpabile di aver fatto qualcosa di importante: facciamo l'esempio di un cesareo urgente per un distress fetale. Ricevi in sala una mamma esausta ed in preda al dolore e la riporti fuori dalla sala rilassata e sorridente, dopo aver accolto la nuova vita che si era portata in grembo per nove mesi.
Metti anche un addome acuto: il paziente entra con rischio di morte imminente, e poi va a casa guarito dopo una settimana dall'intervento.
La Medicina Interna è molto più complessa: spesso ci mancano gli strumenti diagnostici per capire bene cosa stia succedendo al paziente; sovente poi abbiamo di fronte situazioni complesse, con problemi multipli e talvolta insolubili. 

martedì 7 luglio 2020

Vorrei avere 100 braccia per servire tutti i poveri e i malati del mondo (San Camilo de Lellis)

Carissimi,
ho deciso di scegliere questo titolo, perchè è una frase stupenda, una in cui mi trovo perfettamente a mio agio e che costituisce per me non un ideale raggiunto ma una tensione quotidiana. 
Anche io come San Camillo vorrei avere 100 mani perchè mi rendo conto che i bisogni sono così tanti che spesso due non bastano.
Vorrei avere un cuore più grande, perchè a volte mi sento meschino e non so ascoltare con la dovuta attenzione, non so dimenticare me stesso per fare spazio agli altri nel bisogno, divento nervoso e irritabile quando il lavoro mi soverchia. 
Desidererei essere capace di dormire solo due ore per notte su una sedia, come faceva il Cottolengo, per essere sempre pronto alla chiamata dei suoi poveri... ma poi mi rendo conto che non ce la faccio, che spesso ho un senso di rifiuto verso i pazienti, che vorrei essere ascoltato piuttosto che ascoltare sempre e solo i problemi degli altri. 
Comunque è importante tenere alti gli ideali e ringraziare che ci siano giganti come San Camillo o come il Cottolengo che ci stimolano a non essere mai soddisfatti di noi stessi, e ci ripetono: “...più cuore in quelle mani, fratello!”

Fr Beppe


lunedì 6 luglio 2020

Andata in cielo

Non ricordo neppure il suo nome.
So che era ricoverata da noi fino ad una settimana fa.
HIV positiva in stadio quasi terminale, presentava dei grossi linfonodi laterocervicali che ne cambiavano l'aspetto, rendendolo in qualche modo grottesco e spiacevole.
Avevamo fatto prima un'ecografia del collo e poi un'agobiopsia ecoguidata.
Da una parte speravamo che fosse tubercolosi, perchè questo sarebbe stato l'unico caso in cui avremmo potuto somministrare una terapia gratuita i cui i risultati sono in genere incoraggianti.
Dall'altra però temevamo un linfoma o addirittura un sarcoma nasofaringeo, che da noi è molto frequente come tumore opportunistico nei sieropositivi.
Dopo la biopsia, avevamo prescritto la terapia antiretrovirale per la nostra paziente.
Siccome i tempi di attesa per il risultato della biopsia (che mandiamo a Meru) sono di circa 10 giorni, avevamo deciso di mandarle a casa la donna, con il progetto di chiamarla nuovamente non appena avessimo ricevuto il risultato dell'istologico.

domenica 5 luglio 2020

Qualcosa ancora riesco a fare!

Antonio (nome fittizio) e' arrivato a Matiri dopo essere passato e non assistito in un altro ad una distanza di circa 150 chilometri da noi.
Ha una frattura di tibia, dopo essere stato coinvolto in un incidente di motocicletta.
Ha solo 17 anni, ed era il passeggero di un mototaxi.
La cosa che ha subito allarmato il clinical officer dell'ambulatorio e' stato il fatto che la gamba fosse estremamente gonfia ed assolutamente fredda. Le dita del piede stavano diventando violacee e non sentivamo polsi periferici.
Mi hanno chiamato di notte e non abbiamo perso tempo. Siamo corsi in sala ed abbiamo fatto una fasciotomia d'urgenza. Non potevamo aspettare il mattino seguente. Abbiamo avuto esperienze simili in passato e purtroppo abbiamo dovuto amputare giovani di 15 o 16 anni...fortunatamente non per colpa nostra ma per ritardi di trasferimento da altre strutture.
La nostra fasciotomia e' stata ampia e bilaterale.

sabato 4 luglio 2020

Il nostro grazie aall'Associazione A.V.I. Montebelluna

Di cuore ringraziamo la suddetta associazione che con grande generosità ha donato al nostro ospedale:

A) due bellissimi carrelli per la distribuzione della terapia nel nuovo reparto chirurgico
B) 40 aste per flebo che sono già state montate ai letti
C) Una barella per il trasporto dei pazienti dal reparto alla sala operatoria e viceversa.

Della barella non ho ancora la foto perchè è stata importata ed ancora bloccata in aeroporto, ma appena possibile pubblicherò le immagini.
Sono commosso e sinceramente riconoscente al Presidente Francesco Tartini, ai membri del Consiglio ed a tutta la Associazione per il sostegno che ci danno e per la grande fiducia nei miei confronti.
Il nuovo reparto è pieno, ed ogni giorno cerchiamo di renderlo ancora più accogliente e funzionale.

venerdì 3 luglio 2020

Gravidanza extrauterina

Oggi la giornata è stata intensa, quasi insostenibile, ma l’emergenza un po’ speciale è stata quella di una gravidanza tubarica.
E’ una complicazione frequente ed a volte non facile da diagnosticare.
A volte la presentazione è subdola e la diagnosi ti può “scappare”, per cui bisogna sempre tenere in mente questa possibile diagnosi in tutte le giovani donne in età fertile.
Il caso di cui vi voglio parlare è uno di quelli in cui fortunatamente abbiamo fatto la diagnosi in tempo, ma sarebbe bastato un nulla per combinare un disastro.
La paziente era infatti stata ricoverata con diagnosi di disturbo epilettico di recente insorgenza: l’infermiere che l’aveva visitata era stato colpito dal fatto che la donna avesse frequenti perdite di coscienza, febbre e dolori addominali. 
Non lamentava perdite ematiche genitali, non aveva saltato alcun ciclo mestruale e negava di essere incinta.
Il collega aveva quindi pensato ad una malaria complicata che causasse delle crisi epilettiche.

giovedì 2 luglio 2020

Il tubo di Celestin

Abbiamo un sacco di tumori dell'esofago in questa parte del mondo.
La ragione non la conosciamo bene, anche se abbiamo cercato di studiarla, raccogliendo dati, studiando e pubblicando un articolo scientifico uscito sull' East African Medical Journal (EAMJ) nel 2018.
Spesso i pazienti vengono in ospedale troppo tardi e per loro non è possibile fare un granchè.
Muoiono presto e soprattutto muoiono male perchè non riescono a nutrirsi, non possono bere e alla fine non ingeriscono più neppure la saliva.
Qualcuno vive un po' più a lungo, quando si può instaurare chemio o radioterapia, ma molti non possono accedere a tali servizi per motivi economici.
Quello che per molti riusciamo a fare è un intervento palliativo in cui inseriamo un tubo rigido attraverso il tumore e dilatiamo quindi l'esofago.
Ovviamente questo intervento non rimuove il tumore, ma permette al paziente di nutrirsi per il tempo che ancora il Signore gli concede di vivere.

mercoledì 1 luglio 2020

Tiroidectomia

Si tratta sempre di un intervento molto ansiogeno, da fare all'inizio della giornata e poi da controllare sovente per le possibili complicazioni.

Oggi comunque è andato tutto bene.

La paziente è ora sveglia, il dolore è sotto controllo, e soprattutto parla: non le ho quindi leso il ricorrente.

Si trattava di un grosso gozzo in paziente con molte patologie associate. 

Avevamo tutti paura, compreso l'anestesista, ma ci siamo riusciti.

Sono molto riconoscente al Signore che anche oggi mi ha aiutato, nonostante lo strumentario non certo all'altezza e nonostante nuovo personale in sala operatoria.

fr Beppe

martedì 30 giugno 2020

300 e 130

A Matiri siamo gia' arrivati a 300 chiodi di Sign inseriti in altrettanti pazienti fratturati.
300 famiglie salvate dalla poverta' che sarebbe stata inflitta dall' immobilita' e dalla disabilita'.
Di cuore ringrazio "Sign", ed in modo speciale il suo fondatore Dr Lewis Zirkle, per il continuo supporto e per la grandisdima stima nei miei confronti.
Sono quasi le 23 ed esco ora da un altro cesareo.
Oggi e' la fine del mese, e sono felice perche' a giugno di quest'anno abbiamo stabilito un nuovo piccolo record per Matiri: 130 interventi chirurgici in un mese. Non eravamo mai arrivati a questo numero. Ringrazio il Signore anche per questo. Poter ancora aiutate tanta gente e' certamente un segno ed un incoraggiamento ed uno stimolo per un maggior impegno.

Fr Beppe

lunedì 29 giugno 2020

Le incognite della notte

Sono stato chiamato di notte per una consulenza in maternità. Dorothy non sa ancora se si tratterà di un parto con ventosa ostetrica o se si dovrà optare per il cesareo.
Per questa ragione non chiamo ancora nessuno e mi dirigo in sala parto da solo.
La testa del nascituro quasi fa capolino e mi pare onesto tentare la ventosa. Ci provo tre volte, ma senza successo. Mi sento depresso per questo fallimento.
La mamma è esausta e dal canale del parto esce un meconio verde, denso e poco rassicurante. Anche il battito cardiaco fetale non è dei migliori.
Ecco perchè mi arrendo e decido di andare in sala: il cesareo è infatti l'unica soluzione per salvare il bimbo.
Prepariamo la mamma per l'operazione e la trasportiamo in camera operatoria.
Di solito ci si mette un po' a praticare la spinale in donne che hanno travagliato per molte ore: non riescono infatti a stare in posizione a causa del pancione, sono irrequiete ed in continuo movimento.
Con mia sorpresa invece Peter trova lo spazio giusto al primo colpo e l'anestesia è fatta dopo meno di un minuto.

domenica 28 giugno 2020

Avviso

Carissimi amici e sostenitori, 
le polemiche seguite al caso Silvia Romani, l’annunciata riforma delle ONLUS, il COVID, i conseguenti inconvenienti  subiti da chi giá aveva prenotato dei voli poi cancellati, le enormi difficoltà, i disagi e il prolungamento coatto del soggiorno subito dai volontari presenti a Matiri quando è scattato il blocco, la persistente difficoltà di programmazione dei voli, il lievitare dei costi .... tutte queste cose inducono l’Associazione a bloccare fino a data imprecisata l’invio di volontari a Matiri.
Questo non ci impedirà di continuare a sostenere a distanza l’instancabile attività del Dr Beppe Gaido a Matiri. 
Chi ci segue sul blog, fb o sul sito dell’Associazione si sarà reso conto di quanto abbia pesato l’aiuto economico di diverse  Associazioni , non certo ultima la nostra, che ha fatto sí che l’Ospedale sia cresciuto notevolmente. 
Questo ha reso  possibile un aumento quali-quantitativo dell’offerta assistenziale. 
Invitandovi a continuare a sostenerci, ringraziamo di cuore quanti ci hanno aiutato fino ad oggi  e chi lo farà in futuro. 
Ricordo a tutti quelli che volessero devolvere alla nostra Associazione il 5 per mille i nostri dati: Codice Fiscale 97848620015 
Un augurio a tutti   di un prossimo ritorno alla normalità e ancora grazie.

D.ssa Marialuisa Ferrando
Presidente Associazione Aiutando nel mondo

Grazie, Matteo...

Con grosse difficolta' logistiche dovute alla chiusura degli aeroporti in Kenya a motivo del Covid 19, oggi Matteo e' arrivato in Italia con un volo speciale.
Matteo ha trascorso con noi sei mesi. Avrebbero dovuto essere tre, ma  il lock down lo ha bloccato a Matiri per altri tre mesi.
Ringraziamo Matteo per il suo servizio ai malati di Matiri.
Con la sua partenza Matiri rimane senza volontari.
Il coronavirus per ora ci impedisce di accogliere altri volontari. I voli sono per ora ancora sospesi e dobbiamo chiarirci bene anche sulla quarantena in caso essi riapriranno. 
Per questo al momento non possiamo dire di si' ad alcuna richiesta di volontariato fino a data da chiarire. 
Non sappiamo come evolvera' la situazione coronavirus in Kenya dove i casi continuano ad aumentare e neppure conosciamo l'evolversi della situazione in Italia. 
Per queste ragioni al momento non accoglieremo altri volontari. Sara' nostra premura informare quando le condizioni saranno propizie per la ripresa del volontariato.
Anticipatamente ringrazio tutti coloro che ci vorranno ancora aiutare economicamente, anche se non con la presenza fisica.
Grazie a chi ci mandera' offerte sia online con la raccolta fondi per il Covid, e sia tramite le varie associazioni.
Pregate per me, da oggi ancora piu' solo.

Fr Beppe


sabato 27 giugno 2020

Trauma addominale


Gli incidenti della strada non sono solo fratture.
Ieri notte per esempio abbiamo ricevuto un paziente caduto dalla motocicletta.
Non aveva fratture, se non escoriazioni su molte parti del corpo e un enorme edema del volto.
Il suo più grande dolore era nella pancia, che appariva durissima e praticamente invisitabile: appena lo toccavi il paziente saltava dal male.
L'emocromo dimostrava una anemia moderata, e globuli bianchi aumentati.
Ho quindi fatto un'eco di emergenza, ed ho visto tanto sangue in addome.
Non ci ho pensato due volte ed ho mobilizzato il personale di sala.
Abbiamo fatto una laparatomia d'urgenza che è durata fino alle due di mattina, ma avevo ragione: una brutta rottura di milza con ingente emoperitoneo.
Siamo riusciti a fermare l'emorragia ed a eseguire la splenectomia.
Sicuramente il paziente deve essere caduto rovinosamente sulla pancia.

Rottura d'utero a sei mesi di gestazione

Veramente strano quello che è successo ieri notte!
Vero è che la donna aveva una cicatrice da pregresso cesareo, ma rimane abbastanza inquietante il fatto che abbia rotto l'utero a metà del secondo trimestre.
Il feto era già morto quando l'abbiamo ricoverata: le ostetriche non sentivano il battito cardiaco fetale e me l'hanno inviata per una ecografia di conferma.
L'esame ultrasonografico non solo ha confermato la terribile notizia della morte del piccolino, ma ha anche diagnosticato la presenza di sangue in addome.
Nonostante il fatto che si trattasse di una gravidanza pretermine e di un feto morto, abbiamo quindi dovuto correre in sala ed operare: purtroppo l'utero era spappolato al di là di ogni possibilità di riparazione.
D'urgenza siamo stati costretti a cambiare i piani: da cesareo su feto morto a isterectomia.
La paziente ha comunque rischiato le penne, perchè l'intervento è stato particolarmente difficile e l'emorragia è stata copiosa.
Fortunatamente la donna è viva, anche se noi siamo andati a letto alle 4 del mattino

Fr Beppe

POST IN EVIDENZA

Dopocena pediatrico

Stasera l'ambulatorio pullula di casi pediatrici. Tra tutti sono particolarmente due quelli che mi hanno colpito. Il primo è quello...