lunedì 20 gennaio 2020

Operazioni

Ecco una delle tante operazioni eseguite con successo dal Dr Toto.
Ora la paziente muove la mano liberamente. Anche le contratture sul collo sono state operate con risultato estetico buono.

La cosa che non si evince dalla foto e' che la poverina ha l'altro braccio amputato. 

E' epilettica ed era caduta nel fuoco sotto crisi mentre cucinava. Ora le abbiamo restituito l'uso della mano destra e l'abbiamo resa di nuovo indipendente.

Se anche un solo bicchier d'acqua dato per amore non sara' dimenticato, allora credo che davanti a Dio quanto abbiamo fatto per questa persona ci aiutera' a scontare qualcuno dei nostri peccati.ù

Un sincero grazie al Dr Toto.

Fr Beppe


domenica 19 gennaio 2020

La Messa con i malati ed i momenti di preghiera

La Messa domenicale è un appuntamento molto importante per noi, e ci teniamo davvero molto. La Messa è ben accolta da tutti i malati, ed anche i Protestanti vi partecipano volentieri. I Musulmani non ci vengono ma rispettano la nostra preghiera.
Le persone qui sono profondamente religiose e per loro è impensabile concepire una vita senza Dio: può essere il Dio dei Cristiani, quello dei Musulmani, quello degli Hindu, quello tradizionale che vive sul monte Kenya... comunque, per loro Dio esiste e fa parte della loro vita.
La gente del Kenya è intimamente spirituale, e, se può capire qualunque religione (compresa quella animista), fa fatica a comprendere l’ateismo, che è una categoria abbastanza aliena a questa latitudine.
Molte volte, alla sera durante il giro della notte, sento le donne intonare canti e fare preghiere per la guarigione, senza che noi glielo chiediamo, perchè per loro è naturale ed è vitale pregare.

sabato 18 gennaio 2020

Impotenza

Abbiamo ricoverato la piccola Kendi alle 8 in punto.
Ha circa nove mesi di vita, e pesera’ sui cinque chilogrammi; ma forse meno.
La mamma continua a piangere di fronte al corpicino della sua piccola, continuamente scosso dalle convulsioni, e rovente come acqua in ebollizione.
Il valium, somministrato per retto alla bimba per ben due volte, non e’ servito a nulla e Kendi continua ad essere “agitata” da movimenti grotteschi della bocca, degli occhi e degli arti. Con cadenza quasi ritmica si inarca sulla schiena e diventa simile ad un semicerchio.
Non e’ cosciente ma, a vederla cosi’, pare che debba provare un sacco di dolore. Respira malamente, come se avesse una pentola a pressione nel torace.
Ho paura, ma ordino ugualmente che le si faccia del barbiturico in vena. Lo so che c’e’ il rischio che smetta di respirare a causa del sinergismo con il valium; ma, se non agiamo in tutta fretta, il suo cervello verra’ ridotto in poltiglia dai prolungati attacchi epilettici.
Gli infermieri mostrano qualche esitazione di fronte alla mia prescrizione, ma non fanno obiezione di coscienza a priori, e, dopo un breve dialogo, mi offrono piena collaborazione.
La madre si dispera e mi dice che e’ la prima volta che capita, e che la bimba non e’ epilettica.

venerdì 17 gennaio 2020

Chirurgia plastica in Africa rurale

Molti hanno un'idea incompleta della chirurgia plastica. La pensano infatti soltanto estetica.

Ad uno sguardo superficiale potrebbe sembrare che un chirurgo plastico in un ospedale rurale come Matiri potrebbe essere fuori luogo: normalmente pensiamo infatti al lifting per le rughe, alle plastiche per il seno, ecc
Ma la chirurgia plastica è molto di più (anche in Italia): è per esempio operare pazienti con contratture gravissime dopo ustioni; è fare dei lembi che ti permettono di coprire ossa esposte dopo tremende fratture esposte; è ricostruire il viso ad un bimbo sfigurato dalla neurofibromatosi o da cheloidi cicatriziali; è rimuovere masse enormi e poi riuscire a ricostruire la cute.
Toto anche a Matiri è sovraccarico di interventi molto complessi, e non riusciamo a stare dietro alle richieste: fratture esposte che necessitano lembi, tremendi esiti di ustioni che hanno cambiato la vita dei pazienti, ulcere da decubito e ulcere tropicali.
Il chirurgo plastico è assolutamente utile nel nostro contesto: ci aiuta a ridare a molta gente una vita ed un aspetto normale.

giovedì 16 gennaio 2020

Lezione

Oggi la classe del giovedi' e' stata aperta a tutto lo staff dell'ospedale e non solo al personale sanitario.

Si e' trattato di una presentazione pratica sulla rianimazione neonatale e pediatrica.

La lezione e' stata organizzata e presentata dal gruppo dei volontari italiani presenti in questo periodo.

Soprattutto la parte pratica su manichino e' stata molto apprezzata da tutti.

E' bello vedere che i volontari vengono a Matiri preparati anche per questo aspetto didattico che fa crescere le conoscenze ed insieme aumenta lo spirito di unita' tra il personale locale ed gli italiani che vengono ad aiutarci.

Fr Beppe
 

mercoledì 15 gennaio 2020

La volpe e l'uva

Credo che tutti abbiamo letto alle elementari la fiaba di Esopo della volpe e dell’uva. Qualcuno come il sottoscritto se l’è ritrovata anche in greco al liceo.
Mi è venuta in mente in questi giorni perchè l’ho trovata riproposta in Inglese su un quotidiano locale alla pagina dei bambini.
La trovo sempre una favola molto vera ed altrettanto amara.
Onestamente la penso una fiaba per adulti, una fiaba che coglie uno degli angoli più bui del cuore umano!
Quante volte infatti gli esseri umani fanno come la volpe quando non riescono a raggiungere un obiettivo che si eravamo prefissi. 
Tanto per non ammettere la sconfitta, essi ripetono a se stessi che quella “cosa” a cui aspiravamo, non aveva poi tutto quel valore. 
Disprezzando l’obiettivo fallito, l’uomo in genere cerca di evitare il senso della sconfitta e la presa di coscienza della propria incapacità e del proprio limite.
Ma la cosa forse più triste è che la fiaba di Esopo tratteggia atteggiamenti molto comuni anche nei nostri rapporti con il prossimo.
Troppo spesso i nostri rapporti sono di tipo competitivo con le persone che ci stanno al fianco. 

martedì 14 gennaio 2020

Il minimo comun denominatore

Mi dice un volontario con cui ho una lunga storia di amicizia e di confidenza:
“Oggi mi sembra che le motivazioni che portano una persona a scegliere di fare del volontariato siano così disparate che sia praticamente impossibile descriverle tutte. 
C’è chi parte da una motivazione di fede e chi invece è completamente agnostico e lo fa per solidarietà umana. 
Ci sono persone che si dedicano al volontariato per portare il loro contributo a società più svantaggiate, ed altri che intendono rispondere ad emergenze umanitarie. 
Ci sono anche persone che lo fanno per se stessi: qualcuno per ritrovare se stesso e la parte migliore di sè in un momento di crisi; altri sperano che un’esperienza totalizzante di servizio li possa aiutare a risolvere dei problemi esistenziali o dei conflitti che si portano dentro”.
Ho pensato tanto a quanto questo mio amico mi ha detto e sono pienamente d’accordo con lui, ma allo stesso tempo mi sembra che una cosa le si debba dire: “Hai completamente ragione, ma credo che dovremmo aggiungere anche un’altra motivazione, che io metterei un po’ come “conditio sine qua non” per una bella esperienza di servizio sia per il volontario che per noi: parlo della voglia di aiutarci e di collaborare positivamente con noi che qui lavoriamo tutto l’anno. 

lunedì 13 gennaio 2020

Grazie...

A tutti coloro che si fidano di me e mi hanno dato offerte libere che oggi ho trasformato in viti ortopediche, oltre che in questi 3 importanti strumenti ortopedici che ancora mi mancavano.


Il cacciavite di Matiri era completamente usurato...ora potro' avvitare meglio i mezzi di sintesi. 

Gli altri due strumenti mi aiuteranno molto negli interventi per le fratture.

Ringrazio e prego per tutti i benefattori.

Fr Beppe




domenica 12 gennaio 2020

I nuovi volontari

Dopo la partenza della dottoressa Ilaria, abbiamo accolto un folto gruppo di volontari da Ferrara. Sono membri della Associazione "un ospedale per Tharaka" che dall'inizio ha costruito e sostenuto l'ospedale di Matiri.
Sono infermieri e fisioterapisti che certamente ci aiuteranno molto nella gestione dei pazienti.
La fisioterapia e' un settore in cui siamo assolutamente carenti ed in cui il bisogno cresce di giorno in giorno a motivo dei moltissimi interventi ortopedici.
Anche la cura del paziente ed il nursing hanno bisogno di grandissimo sostegno: il personale non e' sufficiente e credo dobbiamo migliorare molto le condizioni igieniche dei malati.
Le volontarie lavoreranno anche in sartoria e confezioneranno lenzuola e divise per i pazienti...anche questo e' un dono piu' che necessario ed utilissimo.
Lavoreremo bene insieme e condivideremo anche i pasti...cosa che aiutera' molto per diminuire il mio senso di solitudine.
Un caloroso benvenuto al gruppo dei volontari di Ferrara.

Fr Beppe


sabato 11 gennaio 2020

Sarebbe bello

Sarebbe proprio bello che il generatore fosse automatico, e quando manca la luce dovessimo aspettare solo i fatidici 30 secondi prima che la luce del gruppo autogeno ritorni in sala operatoria.

Sarebbe stupendo se il generatore manuale non fosse così malconcio che solo il responsabile della manutenzione è capace di attivarlo: il fatto è che al momento il nostro vecchio generatore parte solo con il collegamento di fili che esclusivamente lui conosce, e quando lui è assente anche per motivo di servizio, il generatore non lo sa accendere nessuno.
E' successo anche oggi quando il responsabile della manutenzione era a Meru per accompagnarci la dottoressa Apophie.
Sarebbe ancora più incoraggiante se non capitasse che il generatore si spegne perchè manca il diesel...
Ma tutto questo per ora è ancora un sogno.
Il generatore lo accende solo il capo-manutenzione, e dopo tempi tecnici veramente lunghi visto che lui potrebbe essere impegnato altrove nella missione.
Se lui è assente perchè è anche autista dell'ospedale, allora sappiamo che il generatore non sarà acceso per un bel po' di tempo.
Se ci dicono che è finito il diesel, siamo certi che avremo ore di black out.
Ormai lo sappiamo ed in sala nessuno fa una piega quando manca la luce.

venerdì 10 gennaio 2020

Classe gremita

Anche stavolta è stata una bellissima esperienza. L'interesse è stato alle stelle ed il quorum di presenze molto alto. 

Abbiamo parlato di complicanze della chirurgia ortopedica, tema assolutamente attuale e molto importante...dato che il 90 per cento della nostra attività in sala è legata alla terapia delle fratture.

Sempre bello per me riuscire a comunicare e condividere le mie conoscenze con uno staff desideroso di imparare!
La lezione di oggi è stata particolarmente pratica, ed ha attinto abbondantemente ad esperienze reali della sala e del reparto.

Spero davvero che questo mio impegno nel campo della formazione possa avere un impatto reale per il miglioramento del nostro servizio.

Fr Beppe


giovedì 9 gennaio 2020

Grazie all'Associazione "Amici di Mujwa"

Grazie ad una generosa donazione ricevuta dagli "Amici di Mujwa", nella persona del Presidente Franco Pereno, oggi abbiamo acquistato due aspiratori chirurgici: uno sarà per l'aspirazione durante gli interventi e l'altro sarà per l'anestesista che lo userà nel momento di estubare il paziente addormentato.
Non ho parole per esprimere la mia riconoscenza agli "amici" di Mujwa... che da tempo dimostrano di essere grandi amici anche del sottoscritto e di Matiri.
Non ho parole per esprimere la mia gratitudine e la mia commozione per il continuo sostegno che continuo a ricevere da tantissime fonti.
La mia riconoscenza si traduce in preghiera e promessa di impegno incondizionato a servizio dei malati.

Fr Beppe

mercoledì 8 gennaio 2020

Alla fine sei solo

Ho fatto nascere migliaia di bambini; li ho tenuti tra le mie braccia al primo vagito, li ho guardati negli occhi prima ancora del loro padre biologico; li ho consegnati alla mamma radiosa per il trofeo che riceveva da Dio dopo nove mesi di attesa spesso angosciante: le mamme mi hanno guardato con sorrisi sgargianti; qualcuna mi ha promesso di mettere il mio nome al loro bambino e di portarmelo a vedere man mano che cresceva. 
Poi però tutte  sono state dimesse; normalmente quasi nessuna è passata a salutarmi quando si portava il figlioletto a casa; normalmente non rivedo più le mie puerpere, se non in caso di complicazioni o di un altro cesareo in gravidanze successive. 
Ho fatto nascere migliaia di bambini, ma poi alla sera, nel buio della cappella dove spesso mi rifugio per un attimo prima della nanna, mi rendo conto che di bambini non ne ho affatto. Ne ho toccati tanti, ma tutti se ne sono andati.

martedì 7 gennaio 2020

Elosy

L’ho conosciuta circa una settimana fa. Stupenda bimba di 11 anni, con treccine curate come una piccola “rasta”.
Aveva proteine nell’urina ed un lieve gonfiore alle gambe. Non lamentava particolari disturbi, anche se gli esami erano alterati e l’ecografia dimostrava segni di iniziale danno renale.
La mamma mi ha chiesto di cosa si potesse trattare. 
Le ho spiegato che eravamo di fronte ad una malattia dei reni , ma che con una terapia mirata avremmo risolto il problema. Mi ha pregato di darle le medicine a domicilio perche’ avrebbe avuto problemi finanziari con un ricovero.
Ho acconsentito pregandola pero’ di essere fedele all’appuntamento per la visita di controllo.
Avrebbe dovuto tornare dopo un mese, ma ieri mattina me la son ritrovata davanti in uno stato di prostrazione totale. Non riusciva quasi a respirare. La sua inspirazione era molto superficiale ed il torace si muoveva ad un ritmo di almeno 120 al minuto.

lunedì 6 gennaio 2020

Volontari

Nel periodo natalizio ha preso il via un buon movimento di volontariato.
Abbiamo avuto Ola, giovane dottoressa polacca che è stata con noi per due settimane, aiutando sia in reparto che in sala operatoria. 
Ola sta ora concludendo il suo periodo di volontariato in un’altra missione.
Dall’Italia è arrivata Valentina, neolaureata ed interessata alla chirurgia: con lei ho lavorato benissimo in sala operatoria. 
La sua presenza è stata molto importante per me e mi ha donato amicizia e compagnia, oltre che un grandissimo aiuto.
Con me rimane Ilaria, dottoressa italiana che si sta dedicando al lavoro in reparto.
Giovedì accoglieremo un bel gruppo di volontari da Ferrara, che ci aiuteranno soprattutto in fisioterapia ed in sala operatoria.
A metà di gennaio arriveranno Toto, chirurgo plastico, e Massimo, chirurgo generale.
Sarà un periodo con molta vita in ospedale.
Grazie a tutti i volontari

Fr Beppe


domenica 5 gennaio 2020

Frammenti di croce

…. Zipporah e’ malata grave ed e’ ricoverata per una serie di complicazioni legate all’HIV.
E’ vedova, perche’ suo marito e’ morto da tempo a causa della malattia.
Non sono ricchi, ma con un grande sforzo Zipporah era riuscita a mettere da parti qualche soldino. 
Poi con il corrispondente di circa 500 Euro, era riuscita ad acquistare una motocicletta cinese, 125 cc di cilindrata, per il suo primogenito di 18 anni: lo scopo era quello di iniziare un servizio di mototaxi, che avrebbe loro permesso di guadagnare qualche scellino, per tirare avanti e per educare il secondogenito, anche lui sieropositivo, di appena 10 anni.
Suo figlio Richard ieri e’ venuto a trovarla qui in ospedale, prendendosi una pausa dalla sua attivita’ di tassista.
Finito l’orario di visita, ha ripreso le sue corse su e giu’ tra il cancello del nostro presidio e le varie destinazioni richieste dai clienti. Il tempo che segue l’orario di visite e’ molto redditizio, ed i motociclisti diventano spericolati per completare le corse nel minor tempo possibile, e per tornare nuovamente a riprendere altri passeggeri.

sabato 4 gennaio 2020

Piccole gocce

Oggi abbiamo ricevuto da Antonio (della Associazione Melamango) una preziosa donazione: una valigia piena di divise da sala operatoria, camici, teli verdi chirurgici e teli impermeabili da mettere sotto gli operandi per raccogliere il sangue. 

Sono estremamente grato ad Antonio per aver donato a Matiri un regalo cosi' pratico e necessario.

Insieme a Padre Emilio, esprimiamo il nostro sincero ringraziamento ed assicuriamo la nostra preghiera.

Il materiale e' gia' in uso nella sala operatoria che oggi e' stata particolarmente intensa, anche grazie alla presenza della Dottoressa Apophie.

Fr Beppe

venerdì 3 gennaio 2020

Pierino, la peste ed il fuoco

Mi chiamo Polly, ed ho appena 6 mesi. Dormivo tranquillamente nel letto della mamma che nel frattempo era andata al fiume a raccogliere l’acqua. 
La mamma aveva gia’ preparato il cibo per la cena, e lo aveva posto sul tavolo vicino al mio giaciglio. Il papa’ era fuori sin dal mattino presto, in cerca di lavoro a giornata.
Sono rimasta sola con il mio fratellino piu’ grande, che ha rifiutato di seguire nostra madre al torrente. Infatti lui aveva un piano preciso: voleva rubare un chapati caldo e fumante prima dell’arrivo della mamma. 
La nostra casupola non ha finestre, e la lampada a petrolio gia’ ardeva sul tavolo, dandoci una luminosita’ soffusa ed ondulante che mi cullava dolcemente.
Pierino la peste, cioe’ mio fratello, ad un certo punto, e’ salito su uno sgabello per arrivare al piatto dei chapati. 
Purtroppo pero’, le termiti avevano indebolito molto il legno con cui era stato costruito, ed una delle tre gambe ha ceduto. 

giovedì 2 gennaio 2020

Quando un bambino piccolo ti lascia per andare in paradiso

Avevo sei anni di eta’, e da alcuni mesi mi sentivo sempre piu’ affaticata. La mia pancia diventava ogni giorno piu’ prominente, quasi come se fossi incinta, anche se non mangiavo quasi nulla.
La mamma mi ha portata tante al dispensario ed hanno continuato a darmi delle medicine per la malaria. Io pero’ non miglioravo affatto.
Ho cominciato a sentire il cuore battere fortissimo e alla velocita’ di una locomotiva. Anche il mio respiro e’ divenuto via via piu’ affannoso, quasi come se non riuscissi ad inspirare abbastanza ossigeno.
Sono arrivata a Matiri venerdi’ scorso, sulle spalle della mia mamma, perche’ non riuscivo a camminare: le mie gambe non hanno piu’ forza; sono diventate sottilissime ed i miei muscoli sono quasi del tutto scomparsi.
La mia mamma era stanchissima, anche se io non peso piu’ di 20 kg.
Hanno iniziato subito a farmi tanti esami che per il passato non avevo mai visto. Prima di tutto l’ecografia, che e’ una specie di televisore che vede dentro di te, anche senza bucarti la pancia: ho sentito che parlavano di milza molto ingrandita, fin sotto il livello dell’ombelico. Inoltre insistevano anche sull’epatomegalia, e mi pare di aver capito significhi che il mio fegato e’ tutto gonfio. 

mercoledì 1 gennaio 2020

Iniziato alla grande

Anche oggi molte fratture ed anche oggi sala operatoria ad oltranza. 

Il 2020 e' iniziato con questo tono entusiastico di servizio incondizionato.

Abbiamo lavorato tutto il giorno, lasciandoci solo il tempo per la Messa.

La gente viene. Sa che li aiuteremo anche se sono giorni festivi...e noi siamo disponibili ad aiutare quante piu' persone possiamo.

Buon anno 2020

Fr Beppe


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